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Il drammatico racconto di Quint sulla tragedia dell'USS Indianapolis

Scritto da Samuele Pasquino   
Martedì 25 Luglio 2017 16:23

il racconto di quintSpesso alcune scene cinematografiche non abbisognano né di movimento né tantomeno di accompagnamenti musicali che accentuino la visione all'interno di un'inquadratura. Nella fattispecie, il masterpiece Lo squalo diretto nel 1975 da Steven Spielberg offre un esempio di cosa significa terrorizzare con l'esclusivo uso di parole ed espressioni, che tanto basta a creare una suggestione indescrivibile nello spettatore.

Questa è una sequenza statica girata all’interno dell'Orca. Brody (Roy Scheider), Hooper (Richard Dreyfuss) e Quint (Robert Shaw) si stanno riposando seduti al tavolo dopo una giornata a caccia del famigerato squalo assassino. Mentre il primo sta in piedi e in disparte, gli altri due si parlano allegramente sfoggiando cicatrici procuratesi in varie avventure. L’ebbrezza sale, un bicchiere di vino tira l’altro e ci si svaga, ma una battuta infelice di Hooper all’indirizzo di una ferita di Quint induce l’esperto pescatore a raccontare una vicenda personale terrificante. A quel punto le risa cessano e Hooper e Brody ascoltano taciti il racconto dell'uomo. Costui faceva parte dell’equipaggio dell’USS Indianapolis, nave da guerra che trasportò in gran segreto la bomba atomica poi sganciata su Hiroshima nel 1945. Un sottomarino la affondò e i marinai restarono 5 giorni in mare in balia della fame, della sete e di centinaia di squali. Alla tenue luce della lampadina in cabina, Quint non risparmia dettagli agghiaccianti e dalla sua espressione si capisce la paura che l’uomo provò in quell’immane tragedia, in cui perse la vita la maggior parte dei suoi compagni.

Si comprende così il perchè il pescatore sia così burbero e distaccato, arrogante e irascibile. La scena ci offre l’occasione per delineare i tratti caratteriali di un personaggio importante che finora aveva dimostrato lati oscuri e ambigui. Da questo momento la tensione è ancor più percepibile. La follia di Quint è icona del terrore, del senso di colpa, di un incubo che ora ha le fauci di un animale famelico e gli occhi neri del baratro più oscuro.

Brody: "Quello cos'è?"

Quint: "Quale?"

Brody: "Quello lì, sul braccio."

Quint: "Ah... è un tatuaggio ma l'ho fatto cancellare."

Hooper: "Non me lo dire, non me lo dire, c'era scritto... 'mamma'!" (risata fragorosa)

Quint: "Se ci tieni a saperlo, c'era scritto 'corazzata Indianapolis'!"

Cala il silenzio.

Hooper: "Tu eri sulla corazzata Indianapolis?"

Brody: "E che cosa capitò?"

Quint: "Un sommergibile giapponese ci mise due siluri dentro la pancia. Stavamo tornando dall'isola di Tinian, avevamo portato la bomba, quella che scoppiò a Hiroshima. 1.100 uomini finirono in mare... la nave affondò in 12 minuti. Il primo squalo si fece vivo dopo una mezz'ora, un tigre di 4 metri. Sai da cosa ti accorgi se uno squalo è grosso quando sei in acqua? Dalla distanza fra la pinna dorsale e la coda. Noi non lo sapevamo, ma la nostra missione era talmente segreta che non era neanche stato mandato l'S.O.S. Per una settimana non si accorsero che eravamo spariti. Insomma, alle prime luci cominciarono ad arrivare gli squali. Noi ci eravamo riuniti in gruppi stretti, una specie di quei quadrati che si fanno nelle battaglie, quelli che si vedono nelle stampe della battaglia di Waterloo. L'idea era che quando uno squalo si avvicinava ad un uomo, quello si mettesse ad agitare l'acqua gridando a squarciagola. Qualche volta lo squalo se ne va, qualche volta non se ne va per niente, ti fissa dritto negli occhi. Sai che cos'hanno di strano gli squali? Hanno degli occhi senza vita, sono palle nere senza luce dentro, e quando qualcuno ti si avvicina non credi neanche che sia vivo, finché non ti morde. Quelle palle nere cominciano a roteare e poi... a un tratto senti un urlo acutissimo e terribile, e l'acqua intorno diventa rossa... e in mezzo a quella schiuma e a quel casino ti arrivano tutti addosso... e cominciano a farti a pezzi. Insomma, quella prima mattinata (ansima) perdemmo 100 uomini. Non so quanti fossero, forse 1.000 squali, si mangiavano una media di 6 uomini ogni ora. Giovedì mattina capitai accanto a un mio amico, un certo Harby Robinson, di Cleveland, un giocatore di baseball, era il nostromo... Credevo che dormisse... allungai un braccio per svegliarlo e lui si capovolse come una specie di trottola galleggiante... era a metà. Eh sì, se l'erano mangiato vivo dalla cintola in giù. A metà del quinto giorno, un Lokid Ventura ci avvistò, passò a bassa quota e ci vide, era un pilota giovane, molto più giovane del signor Hooper. Comunque ci avvistò e venne a guardare, e tre ore dopo arrivò finalmente un grosso PTY che cominciò a raccoglierci... e vi giurò che quello fu il momento in cui ebbi più paura mentre aspettavo il mio turno. Non mi metterò più un salvagente addosso. Insomma, eravamo finiti in mare in più di 1.000 e uscimmo in 316, gli altri se li erano mangiati gli squali, era il 29 giugno del '45. Comunque, avevamo consegnato la bomba."

Guarda la scena.

 
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