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David, un androide attratto dalla conoscenza

Scritto da Maria Giorgia Vitale   
Mercoledì 17 Ottobre 2012 18:10

david1David è l’androide creato da Ridley Scott che abbiamo visto nel suo recente film Prometheus, da alcuni definito un capolavoro, da altri un inutile seguito di Alien, altro film del regista.

David è il robot che tutti vorrebbero avere. Almeno chi parte per una missione sul pianeta Lv-233. david2Cura il proprio corpo e allena la propria mente credendo, forse, di essere troppo simile all’uomo. Cammina con le infradito, si tinge i capelli di biondo e guarda film, soprattutto Lawrence d’Arabia (kolossal del 1962 diretto da David Lean e vincitore di sette premi Oscar). Impara le lingue, in modo particolare quelle estremamente arcane, come la "Pie", lingua parlata dagli “ingegneri”. david3Si sofferma a riflettere e non semplicemente a eseguire i compiti che gli vengono dettati come dovrebbe fare un robot. È un personaggio molto curioso e allo stesso tempo infantile, pone delle domande importanti, come "qual è l’origine dell’umanità?" o "che cosa è la fede?". A interpretare il composto e controverso androide è l’accattivante Michael Fassbender, che mette in scena un personaggio davvero notevole. Spesso cattura l’attenzione del pubblico, gettando ombra sugli altri protagonisti. Il tratto caratteristico di David consiste nella meraviglia, una prerogativa per antonomasia dell’uomo. Anzi, potremmo azzardare a dire che David è il filosofo in versione robotica in quanto, come il filosofo, l’androide prova stupore e al contempo inquietudine di fronte alle cose e a ciò che lo circonda, pone delle domande, inizia a interrogarsi sulla sua esistenza e di essa in rapporto al mondo. È alla perenne ricerca della conoscenza, spinto dal desiderio che essa suscita.

 
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