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Detachment

Scritto da Federico Castelnovo   
Venerdì 01 Giugno 2012 20:47

detachmentTitolo originale: Detachment

Regia: Tony Kaye

Cast: Adrien Brody, Christina Hendricks, James Caan

Musiche: The Newton Brothers

Produzione: USA 2012detachment1

Genere: Drammatico

Durata: 97 minuti

Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura: detachment3

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Il supplente Henry Barthes (Adrien Brody) viene chiamato a insegnare letteratura in un istituto della periferia americana, dove si trova ad affrontare numerose difficoltà legate ai suoi allievi problematici.

Recensione

"Detachment" è un treno rapido e ben equipaggiato che però non arriva a destinazione. Si ferma appena prima dell’arrivo, nonostante l’indubbia forza della locomotiva Adrien Brody. L’obiettivo era probabilmente quello di muovere, commuovere e impressionare lo spettatore, ma il film si perde un po’ in trovate sviluppate solo in parte. Il contesto è senza dubbio la parte raccontata meglio: un ambiente visivamente pulito e funzionante – l’edificio scolastico se non altro appare nuovo e ben tenuto esternamente – ma che in realtà nasconde profonde crepe, dalla delinquenza giovanile alla prostituzione in strada. Nella vita del protagonista, disincantata e malinconica all’estremo, intervengono tre figure femminili, a tre diversi livelli. C’è la seducente collega a scuola, a dire il vero molto marginale, che non lo capisce e si ferma decisamente al di fuori del carattere di Brody. C’è poi la sua studentessa obesa ed emarginata, il personaggio forse più interessante, che si esprime attraverso foto e collage, che cerca nell’insegnante un faro, una guida. Barthes però è troppo disilluso e contenuto per poter soddisfare i bisogni della ragazza. Riesce invece a mettersi in gioco con il terzo carattere femminile, una giovanissima prostituta, desiderosa più di un padre che di un compagno. E così fa il nostro insegnante, che la ospita in casa sua, la accudisce e con lei finalmente si apre. Riesce a condividere il dolore per la madre morta quando era piccolo, una quarta presenza che emerge pian piano durante il film, ma che purtroppo sembra accessoria rispetto allo svolgersi del racconto. Questa sua perdita, insieme soprattutto alle testimonianze cadenzate di Brody e degli altri insegnanti sul sistema scolastico americano, è forse l’elemento potenzialmente migliore ma alla fine peggio riuscito. Il film rimane indeciso tra i toni del dramma intimista, cupo ed emotivo, e il taglio distaccato e documentaristico dei primi piani dei professori che guardano in macchina. Un’alternanza coraggiosa, va riconosciuto, ma oggettivamente molto difficile. Infastidisce poi la ripetizione di frasi come: “Tutti hanno i loro problemi” o "La vita è un intero caos”, ridondanti e mal sceneggiate. Costruiti benissimo invece i personaggi dei due colleghi di Barthes, interpretati dall’intramontabile James Caan e dalla brava Lucy Liu, qui in una versione piuttosto insolita. Autore di numerosi video musicali di successo, il regista Tony Kaye ha esordito nel 1998 con lo stupendo e dirompente "American History X". Cantante, compositore e pittore, l’autore inserisce nel film alcune raffinate animazioni e dimostra con quest’opera di saper raccontare storie dure, difficili e amare. Certo il progetto anche questa volta era impegnativo, ma il risultato finale non dispiace.

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La pellicola è stata presentata al Tribeca Film Festival 2011

 

Commenti  

 
0 #2 Fritz 2012-07-13 18:04
Sì, sono d'accordo, probabilmente "potente" è l'aggettivo più indicato.
Fatta eccezione per la centralità del contesto visivo, credo che comunque sia un film di parola, e come per tutti i film di questo tipo la traduzione è difficile. Alla fine non ho notato un livello così scadente dei dialoghi italiani...
(i sottotitoli dovrebbero essere gli stessi in tutte le copie distribuite in Italia)
Citazione
 
 
0 #1 Deera 2012-07-10 20:41
Un film molto potente e bello, peccato che i sottotitoli italiani (almeno quelli che ho visto al Nuovo Olimpia a Roma) erano orrendi. Non so perché certe persone si spacciano per traduttori…
Citazione
 
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