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Outing - Fidanzati per sbaglio

Scritto da Francesca Polici   
Giovedì 21 Marzo 2013 17:15

outing - fidanzati per sbaglioTitolo originale: Outing – Fidanzati per sbaglio

Regia: Matteo Vicino

Cast: Nicolas Vaporidis, Andrea Bosca, Giulia Michelini

Musiche: Stefano Carbera

Produzione: Italia 2013outing - fidanzati per sbaglio1

Genere: Commedia

Durata: 90 minuti

  Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: outing - fidanzati per sbaglio3

Giudizio:

 

Trama

Federico (Nicolas Vaporidis) e Riccardo (Andrea Bosca), entrambi pugliesi, sono amici da tutta la vita. Mentre Riccardo ha deciso di trasferirsi a Milano per studiare, Federico rimane nella sua terra d’origine facendo i conti ogni giorno con la precarietà della propria esistenza. I due decidono di tentare la sorte e chiedono i finanziamenti messi a disposizione dalla Regione per sovvenzionare giovani imprenditori. A cose già fatte, si rendono conto che il bando è riservato solo alle coppie omosessuali e l’unico modo per non perdere tutto è quello di fingersi una coppia di fatto.

Recensione

"Outing – Fidanzati per sbaglio", opera seconda del regista e sceneggiatore Matteo Vicino, riesce a trovare il giusto compromesso fra pubblico e critica: sa divertire e far riflettere. Una commedia esilarante e intelligente che, grazie a una solida sceneggiatura e un’ottima caratterizzazione dei personaggi, riesce a rappresentare lo specchio dell’Italia. Ribalta gli stereotipi e, alternando momenti di estrema ironia a profonda drammaticità, ci offre uno sguardo attento a un paese che con il suo sistema corrotto e malato ha distrutto le speranze anche di coloro che di queste dovrebbero vivere. Federico è un ragazzo che dalla vita non ha avuto nulla, le tragedie che si sono abbattute su di lui lo hanno segnato per sempre e pur di emergere, pur di uscire dall’atrocità della sua esistenza, è disposto a qualunque cosa. Riccardo, invece, non crede che “il fine giustifichi i mezzi”, preferisce riporre nel cassetto quei sogni che in passato lo hanno spinto ad abbandonare la sua terra d’origine, per potersi costruire un futuro, una vita dignitosa costellata da quegli stessi sogni che il suo amato Sud non gli concede. I due sono legati fin dall’infanzia da una profonda amicizia che pare sforare in sentimenti più passionali, il cui confine risulta essere sempre più labile. Quell’amore fra due donne cantato nei versi di Saffo lo troviamo nella pellicola fra due uomini, e la rappresentazione che ne esce risulta essere incredibilmente naturale. Senza alcuna difficoltà ci si distacca dalla convenzionale virilità, cui il sesso maschile è storicamente legato, ed emerge chiara una riflessione sul concetto scientifico di bisessualità, tanto ostico allo stivale moralista e bigotto. Il tutto viene esplicitato nella parte finale della pellicola, attraverso un montaggio rapido e toccante, che lascia irrisolta la natura del rapporto fra i due protagonisti. Un finale aperto che risulta però estremamente funzionale, che ha per scopo la provocazione. Al centro della pellicola troviamo l’amicizia, ma il tutto è accompagnato da uno sfondo che pone sempre l’accento su temi sociali particolarmente delicati: la discriminazione sessuale, la libertà d’informazione che si scontra con un sistema di menzogne cui vige sovrana la raccomandazione, e la precarietà del Meridione. Temi affrontati con maestria che, con l’ausilio di buone interpretazioni di attori palesemente giunti a una certa maturità professionale, ci donano un riso amaro con il quale ci abbandoniamo all’idea che contro tutto questo, qualsiasi sforzo alla fine risulta essere vano. Persino Carlotta, giornalista passionale e amante della verità, pronta a scagliarsi contro le ingiustizie e le imposizioni politiche che inquinano la libertà di stampa, alla fine è costretta ad arrendersi all’idea che il sistema in toto non può essere abbattuto, che chi è potente riesce sempre a farla franca anche se ha oltrepassato da tempo il confine della legalità e si è macchiato di crimini incresciosi, alla fine ne esce vincente. Un film che non dona speranze, che mostra come spesso si sia costretti a mentire, a “truffare” per ottenere ciò che un paese civile dovrebbe garantirti come diritto, attori e spettatori, tutti vittime di un sistema che non è solito pagare l’onestà. Nessun lieto fine, forse solo una parvenza di questo, dato dai rapporti umani. Assenti i banali sentimentalismi, il regista riesce sempre a sviarli scadendo solo per pochi istanti, ma senza mai adagiarsi a una comicità stupida e insulsa. Nessuna presunzione o ambizione, Outing vuole solo raccontare e muovere un senso di sdegno e rabbia fra una risata e l’altra. Matteo Vicino mostra come la commedia italiana possa tornare ad ispirarsi alle sue illustri origini, come si possa divertire anche senza “cinepanettoni”, come il cinema possa tornare a emozionare restituendo quella dignità che l’ultimo “cinespazzatura” ha tolto. Ecco forse l’unica vera speranza.

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Outing non ha ricevuto alcun finanziamento pubblico, nemmeno dalla Film Commission della Puglia, dove è stato ambientato interamente.  Viene presentato il 27 marzo davanti al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e alle autorità locali.

 
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