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The Green Inferno

Scritto da Cristiano Ogrisi   
Lunedì 02 Dicembre 2013 10:58

the green infernoTitolo originale: The Green Inferno

Regia: Eli Roth

Cast: Lorenza Izzo, Sky Ferreira, Ariel Levy

Produzione: USA 2013the green inferno1

Genere: Horror

Durata: 105 minuti

Trailer

the green inferno2

 

 

 

 

Regia:

Interpretazione: the green inferno3

Sceneggiatura:

Musiche:

Giudizio:

 

Trama

Alcuni studenti di un campus di New York, capeggiati da Alejandro (Ariel Levy), organizzano una manifestazione contro l’eliminazione delle tribù amazzoni da parte delle potenze occidentali in cerca di ricchi materiali nel terreno. Justine (Lorenza Izzo) decide di partire per questa missione, ma una volta arrivati in Perù e allontanati i bulldozer distruttori americani con apparente successo, sulla via del ritorno vedranno il loro aereo cadere nel bel mezzo della foresta amazzonica. Lì avranno l’incontro con la tribù che tanto volevano salvare, che non sarà così interessata alla loro buona azione.

Recensione

L’ultimo lungometraggio girato da Eli Roth risale al 2007, quando mostrò al pubblico Hostel Part II. Sette anni dopo, il regista americano torna con The Green Inferno. In questo film, Roth dimostra tutta la sua passione sfrenata per il cinema cannibalico italiano, soprattutto per il famoso Cannibal Holocaust di Ruggero Deodato, che in America col tempo, da film bandito ha assunto il titolo di cult di genere. The Green Inferno trabocca di citazioni e richiami alle pellicole di Deodato e Lenzi, una gioia per gli appassionati. La struttura del film è piuttosto classica: la prima mezz’ora introduce personaggi, situazioni e rapporti, per poi gettare lo spettatore in pasto all’azione, all’orrore, al sangue e alla tortura. Ciò che interessa evidentemente a Roth è uno scontro tra culture, vuole mettere sul ring un'aggregazione quasi primitiva contro una collettività sociale teoricamente di ultima generazione e vedere cosa può accadere. Inutile commentare la componente splatter, che nei film di Roth è sempre di livello. Il film ha un sapore politico e polemico in molti passaggi: Roth sembra voler sbeffeggiare il cosiddetto slacktivism, il partecipare ad attività non-utili come alternativa al vero sforzo per provare a risolvere il problema; vuole smascherare coloro i quali vogliono ostentare il loro impegno sociale-politico-etico, quando invece tutto quello che fanno concretamente è cliccare Share su Facebook. Dal punto di vista tecnico, il film è stato girato nel mezzo della foresta amazzonica, dove nessuna troupe si era mai spinta, senza acqua corrente o elettricità, senza cellulari per gli attori, per fortificare la sensazione d’isolamento. Il finale lascia strada aperta a un sequel, a quanto pare già organizzato dalla casa di produzione, dal titolo Beyond The Green Inferno, ma probabilmente Eli Roth non sarà dietro alla macchina da presa. The Green Inferno è agghiacciante nella sua crudezza, coinvolgente e anche ricco di contenuti. Troppo facile liquidarlo come semplice baraccone vomitevole. Bentornato Eli.

the green inferno4Ruggero Deodato iniziò la carriera come assistente di regia di Roberto Rossellini. Il suo Cannibal Holocaust è uno dei primi film che unisce violenza e realismo ed è il primo docu-found-footage, pioniere del filone

 
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