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Il ladro di cardellini

il ladro di cardellini locandinaUscita nelle sale: 29 ottobre 2020

Titolo originale: Il ladro di Cardellini

Regia: Carlo Luglio

Cast: Nando Paone, Ernesto Mahieux, Gigi De Luca, Viviana Cangiano

Musiche: Remo Anzovino, Alex Braga

Produzione: Italia 2020

Genere: Commedia

Durata: 90 minuti

Trailer

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Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastella

 

Trama

Per ripianare i debiti di gioco e ingannare la tristezza per la perdita della moglie, avvenuta 10 anni prima, Pasquale (Nando Paone), ex guardia forestale, si unisce a una banda che ruba cardellini. Intanto la figlia Grazia, cantante di sagre in sovrappeso e in attesa di una miracolosa liposuzione, affronta una crisi con il fidanzato Gioacchino.

Recensione

Gli uomini si dovrebbero estinguere, come gli animali. È questo il concetto che apre Il ladro di cardellini di Carlo Luglio. Pasquale Cardinale (Nando Paone) lo enuncia alla moglie, morta ormai da dieci anni e seppellita nel cimitero del piccolo paese campano dove il protagonista, ex guardia forestale, vive con la figlia Grazia e il fidanzato Gioacchino.

Si tratta di un luogo dove i giorni si susseguono assonnati e identici – e anche la cinepresa pare impigrirsi in una serie di campi medi e lunghi fissi – ma anche dove l’assurdo e la realtà si mischiano senza scalpore. Dove tutti gli abitanti, per la maggioranza anziani, si affidano alle miracolose cure di Mimì, il farmacista, e hanno nomi come Optimist e Staycalm.

Laddove la vita si muove stanca in negozi e case piene di paccottiglia e l’unica occupazione degna di entusiasmo e reddito è il bracconaggio e il camuffamento in bianco dei cardellini. Luglio è bravo a mischiare gli stereotipi attribuiti alla cultura campana, come il canto neomelodico o la furbizia negli affari, con le insoddisfazioni, quasi esagerate dei personaggi.

Grazia, ad esempio, vuole primeggiare tra le cantanti di sagre ed è ossessionata dalla liposuzione. Pasquale desidera ritornare, nonostante i debiti di gioco e l’alcolismo, una rispettata guardia forestale. La stessa impresa della banda appare astronomica, trovare 200 cardellini, e promette una svolta nella vita dei membri, che però hanno ormai ampiamente passato la soglia della vecchiaia.

Pare così che gli unici immuni da queste ricerche, comiche ma allo stesso tempo dannose, siano un po’ pirandellianamente i pazzi e gli uccelli, dei quali Pasquale a un certo punto inizierà addirittura a sentire il richiamo. Gli animali sono gli unici davvero liberi.

Il ladro di cardellini prova dunque ad analizzare una questione potenzialmente molto forte, soprattutto per la società contemporanea, ma la astrae in un contesto lontano. Il risultato sulla carta potrebbe essere molto interessante, ma Luglio cade in qualche trappola che rallenta la sceneggiatura.

Se l’introspezione e il realismo nella regia non guastano, talvolta nei dialoghi appaiono un po’ di troppo. I nodi fondamentali della trama sembrano cadenzati, come se il continuo rimandarli li avesse attutiti, e lo stesso vale per i momenti comici.

Per fortuna, dalla sua Luglio ha però delle buone interpretazioni, soprattutto quella di Nando Paone, che offre un ritratto credibile e, tutto sommato, godibile, sia del protagonista che delle intenzioni del regista.

Curiosità

yuliya mayarchuk

Nel film figura anche la bellissima Yuliya Mayarchuk.

Giorgia Colucci

Giorgia Colucci

Classe 1998, inguaribile sognatrice e amante dell’arte in ogni sua forma. Laureata in Comunicazione Media e Pubblicità presso l'Università IULM di Milano, dopo il doploma al liceo classico, lavoro come giornalista sportiva, di spettacolo e di cronaca. Racconto la musica in radio per passione e nel tempo libero tento di ritrovare nel mondo quella bellezza descritta sui libri. Il cinema è per me complementare alla lettura. È un'espressione raffinata del nostro mondo intrinseco, il mezzo per fuggire dalla realtà e perdersi semplicemente. Apprezzo ogni genere di film, ma sono innamorata profondamente delle atmosfere talvolta favoleggianti, talvolta cupe di quegli strani anni in cui a popolare il grande schermo erano i miti. Mi emoziono spesso, perciò scrivere, per comprendere e amare, diventa una necessità.
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