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Le Mans ’66 – La grande sfida

le mans '66 - la grande sfida posterUscita nelle sale: 14 novembre 2019

Titolo originale: Ford v Ferrari

Regia: James Mangold

Cast: Matt Damon, Christian Bale, Jon Bernthal

Musiche: Marco Beltrami e Buck Sanders

Produzione: USA 2019

Genere: Sport Movie

Durata: 152 minuti

Conferenza stampa e Trailer

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Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Le Mans ’66 è un film diretto e prodotto da James Mangold, noto ai più per film come Ragazze interrotte e Logan, il primo cinecomic dopo Il cavaliere oscuro di Nolan a essere considerato “autoriale”.

La sua ultima fatica ruota intorno a due figure incredibilmente carismatiche: quelle di Carroll Shelby (Matt Damon), noto costruttore di macchine ed ex pilota e Ken Miles (Christian Bale), pilota di eccezionale talento ma noto nell’ambiente per il suo temperamento focoso e ribelle.

Shelby è un personaggio deciso e sicuro di sé, ma non privo di fragilità: talentuoso pilota endurance, è costretto a fermarsi per un problema cardiaco ma, nonostante ciò, non riesce ad abbandonare totalmente la passione per le corse. Si dedica dunque alla vendita di auto e, nel tempo libero, è capo scuderia in alcune competizioni minori.

Almeno finché Henry Ford II, per una rivalità con il potentissimo Enzo Ferrari, non lo contatterà per creare dal nulla una squadra automobilistica così competitiva da poter rivaleggiare con la Ferrari alla 24 ore di Le Mans . E la scelta del pilota di punta, per Shelby, non può che ricadere su Miles, amico di vecchia data e “il pilota migliore che abbia mai visto“.

La scalata per la gloria, però, non sarà facile: Miles è una testa calda, un attaccabrighe, tanto da essere soprannominato “Bulldog”. Il film, tuttavia, vuole indagare al di là dell’immagine più nota che si ha del pilota, ricercando gli aspetti più umani e i legami affettivi più importanti: quelli con la moglie e il figlio.

Mangold delega l’interpretazione di questa figura così sfaccettata a Christian Bale che, da bravo camaleonte, diventa tutt’uno con il personaggio, fondendosi con lui e assumendone pose, atteggiamenti, espressioni e sentimenti. Non a caso, Bale ha affermato: “Mi sento più libero quando interpreto un personaggio reale perché so che non è il mio io a guidare le scelte“.

Recensione

Ancora una volta, Mangold si rivela essere un eccellente direttore di attori, in grado di confrontarsi con star internazionali del calibro di Remo Girone, che dà il volto a Enzo Ferrari, vera e propria leggenda del cinema e del teatro italiani. Ma l’attenzione di Mangold si concentra, ancora una volta, anche sui bambini.

Dopo Logan, il regista torna a dirigere un ragazzino, il giovanissimo Noah Jupe, che ci regala anche il punto di vista di Peter, figlio di Miles. Grazie a lui, emerge ancora di più il lato umano del pilota, un affettuoso padre di famiglia disposto anche a rinunciare ai propri sogni per il bene di moglie e figlio.

Il loro punto di vista coincide un po’ con quello dello spettatore, che riesce a sentirsi partecipe, seduto con loro sul divano del salotto, a seguire con apprensione le prodezze di Ken, riportate dall’impersonale voce di un cronista o dalle immagini di un piccolo schermo azzurrino.

Le grandi performances attoriali degli interpreti non sarebbero, però, state adeguatamente valorizzate senza una sceneggiatura efficace, condita da battute brillanti alternate a momenti intensi e profondamente drammatici e una splendida fotografia, realizzata da Phedon Papamichael, fedele collaboratore di Mangold. Le inquadrature riprendono ampi spazi aperti, illuminati dalla luce aranciata del sole, oppure il buio fumoso della pista durante le ore notturne, fiocamente illuminata dai riflettori.

Riuscire a rendere l’idea della tensione di una gara automobilistica, tenendo lo spettatore incollato allo schermo e per giunta in empatia con i personaggi non è affatto un’impresa facile, ma Mangold ci è riuscito alla perfezione, anche grazie a un montaggio nervoso che, malgrado il ritmo incalzante, riesce a restituire ogni passaggio e ogni momento saliente delle gare in modo cristallino.

La più grande impresa è stata quella di restituire l’ambiente delle corse e della competizione sportiva degli anni Sessanta con uno stile quasi documentaristico, senza però trascurare gli aspetti umani e dedicando ampia attenzione ai sentimenti più importanti e profondi che un uomo possa provare: l’amore e l’amicizia.

Curiosità

christian bale e matt damon le mans '66

Inizialmente la produzione aveva pensato di scritturare Brad Pitt e Tom Cruise nella parte dei protagonisti.

Giulia Losi

Giulia Losi

Giulia Losi è nata a Monza il 3 ottobre 1993. Ha frequentato l’Università degli Studi di Milano e si è laureata in Scienze dei Beni Culturali. Nel 2016 si è trasferita a Roma e ha frequentato la facoltà di Teatro, Cinema, Danza e Arti digitali alla Sapienza, dove ha conseguito la laurea specialistica. Grande appassionata di cinema, collabora attivamente con alcune testate cinematografiche, come Opere Prime e ha curato la rubrica radiofonica “Francamente me ne infischio” per Radio Base. Frequenta, inoltre, un corso di recitazione professionale.
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