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2022: i sopravvissuti

2022: i sopravvissuti locandinaTitolo originale: Soylent Green

Regia: Richard Fleischer

Sceneggiatura: Stanley R. Greenberg

Cast: Charlton Heston, Edward G. Robinson, Leigh Taylor-Young

Musiche: Fred Myrow

Produzione: USA 1973

Genere: Fantascienza

Durata: 97 minuti

metro goldwyn meyer logo   Trailer

 

charlton heston ed edward g. robinson 2022  leigh taylor-young e charlton heston 2022  detective thorn in 2022

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Anno 2022. La Terra è ormai al collasso, sovrappopolata e senza più risorse naturali, inquinata e arida. In una New York soffocata da una perenne estate calda e da oltre 40 milioni di persone il cui obiettivo è solo sopravvivere, si muove Thorn (Charlton Heston), detective del 14° distretto chiamato a indagare sulla morte di William Simonson (Joseph Cotten).

Il ricchissimo membro del consiglio di amministrazione della Soylent – multinazionale che ha in mano il commercio del soylent green, unico alimento a base di plancton in grado di sfamare ancora tutti – sembra essere stato ucciso per evitare una scioccante rivelazione al mondo. Thorn, insieme al fidato Sol Roth (Edward G. Robinson), tenta di far luce sul passato dell’organizzazione, scoprendo infine una verità sconcertante.

Recensione

Quello che sembra quasi essere un prequel apocrifo di 1975: occhi bianchi sul pianeta Terra è invero l’adattamento cinematografico del romanzo Make room, make room di Harry Harrison, datato 1966. Inserito nel genere distopico, il libro si sforza di prevedere (senza troppa fatica) una situazione degenerata in seguito all’estremo sfruttamento del pianeta da parte dei suoi dissennati inquilini, gli uomini.

2022: i sopravvissuti si apre su note quiete in distonia rispetto a quanto si vede, immagini che si susseguono in dissolvenza rapida illustrando prima lo sviluppo tecnologico e poi l’evoluzione mortifera di un’umanità capitalistica, divoratrice, caotica, dominante. Masse incontrollate, macchine parcheggiate a migliaia, addensamenti urbani, ciminiere: sono le fasi di una deriva collettiva che Harrison aveva profetizzato per l’inizio del Terzo Millennio, ma con un anticipo di quasi 40 anni.

Dopo aver dato corpo al suo personale Robert Neville (protagonista de Io sono leggenda creato dalla penna di Richard Matheson), Charlton Heston assimila cinismo e tormento di Thorn, poliziotto di altalenante rettitudine nato in un globo terrestre già corrotto e depauperato di tutto, a differenza del co-inquilino Sol Roth, abbastanza vecchio da ricordare ancora la bellezza della natura.

Edward G. Robinson torna così a lavorare con Heston dopo I dieci comandamenti di DeMille, l’ultima pellicola prima della morte a causa di un cancro che lo stava uccidendo già nel corso delle riprese. Stanley R. Greenberg definisce uno script ideale per il visionario eppur pragmatico estro di Richard Fleischer, ben attento a non omettere nessun concetto espresso dalla fonte letteraria ma, al contrario, a cercare di accentuare la condizione misera e reietta del povero in contrasto con l’agiatezza dei piani alti.

Come Metropolis di Lang, si delinea una demarcazione divisoria che esacerba la differenza di classe descritta economicamente e non politicamente. Fascismo, nazismo e altre collaterali dittature ritornano a dettare legge offrendo finta mano ai questuanti in piazza e reprimendo con pugno di ferro (o meglio ruspe antisommossa) gli assembramenti.

In una società governata dai dors (sostituti dei vecchi dollari) e nella quale le giovani donne diventano “dotazioni” d’appartamento (mogli ad interim), la vita scorre privata di qualunque valore di dignità e con una sola concessione, morire per piacevole eutanasia nei Templi preposti allo scopo (unico contradditorio sprazzo di civiltà).

La distopia di Harrison si profila agghiacciante perché la percepiamo come molto vicina, anzi imminente, non sci-fi d’intrattenimento ma severo ammonimento colto ahinoi già troppo tardi.

Curiosità

sol roth in 2022 i sopravvissuti

Nella scena della morte di Sol Roth si possono ascoltare brani classici della Sinfonia n. 6 Patetica di Čajkovskij, Sinfonia n. 6 Pastorale di Beethoven, Il Mattino e La morte di Åse dal Peer Gynt di Grieg.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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