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Il favoloso mondo di Amélie

Scritto da Elisabetta Molteni   
Lunedì 19 Marzo 2012 08:47

amelieTitolo originale: Le fabuleux destin d'Amélie Poulain

Regia: Jean-Pierre Jeunet

Cast: Audrey Tautou, Mathieu Kassovitz, Serge Merlin

Musiche: Yann Tiersen

Produzione: Francia, Germania 2001amelie1

Genere: Commedia

Durata: 120 minuti

Trailer

 

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica:  amelie3

Giudizio:

 

Trama

Amélie Poulain (Audrey Tautou) è una giovane cameriera di Montmartre con un gusto tutto speciale per i particolari e i piccoli piaceri della vita: voltarsi nel buio e osservare le facce degli altri spettatori al cinema, rompere la crosta della crème brulée con la punta del cucchiaino, immergere le mani in un sacco di legumi, far rimbalzare i sassi sull’acqua del canale Saint-Martin, immaginare quante coppie stiano per avere un orgasmo nello stesso esatto momento. Orfana di madre e con un padre freddo e distante, Amélie si è creata con il passare degli anni un mondo tutto suo attraverso il quale osserva la realtà e si pone l’obiettivo di aiutare le persone che la circondano.

Recensione

Amélie Poulain è la ragazza col bicchiere d’acqua nella Colazione dei canottieri di Pierre-Auguste Renoir, lascia a intendere Raymond Dufayel, l’uomo dalle ossa di vetro, filosofo della porta accanto e pittore monotematico. Amélie Poulain, come la ragazza col bicchiere d’acqua, è al centro del quadro, immersa in una Parigi vivace e piena di storie, eppure, in qualche modo, sempre, inequivocabilmente, al di fuori, distante, diversa dagli altri, persa in un mondo tutto suo, chiusa nella propria solitudine. Folgorata durante un servizio televisivo sulla morte di Lady D, Amélie decide di dedicare la propria vita alla riparazione dei torti altrui: restituisce una vecchia scatola di tesori d’infanzia al legittimo proprietario; scrive una falsa lettera d’amore alla ormai disillusa portinaia del proprio stabile, abbandonata anni addietro dal marito; immortala l’adorato gnomo da giardino del padre in un grand-tour mondiale così da risvegliare la voglia di vivere dell’anziano genitore; dissemina per la città i versi di Hipolito, lo scrittore fallito. Per far ciò, Amélie inventa degli stratagemmi, degli espedienti che rendono il suo intervento sempre anonimo, non obbligandola a correre il rischio che comporta sempre un'interazione diretta. Ambientato in una Parigi da fiaba, datata 1997, il film trova la propria chiave nel percorso di crescita della protagonista, che capirà di essere giunta al punto in cui occorre tentare l’intentato, buttarsi nella vita, scongiurando aridità e desolazione. Emblema di questo sviluppo è il rapporto con Nino, collezionista folle di fototessere buttate e commesso in un sexy shop, che le fa battere il cuore al primo sguardo ma che Amélie non trova il coraggio di accostare direttamente, se non all’ultimo. Dal confronto/scontro tra Amélie e il mondo reale nascerà felicità e amore, questo per lo meno è quanto è dato vedere.

amelie4Il film è stato posto dalla rivista cinematografica Empire al secondo posto nella classica dei migliori film in lingua non inglese.

 
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