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The Fan

fanTitolo originale: The Fan

Regia: Tony Scott

Cast: Robert De Niro, Wesley Snipes, Benicio Del Toro

Musiche: Hans Zimmer

Produzione: USA 1996fan1

Genere: Drammatico

Durata: 115 minuti

    Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura: fan3

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Gil Renard (Robert De Niro) è un commerciante di coltelli con la viscerale passione per il baseball e il suo mito Bobby Rayburn (Wesley Snipes), appena acquistato dai Giants di San Francisco. Il morboso attaccamento allo sport e al suo eroe lo indurrà perfino a uccidere un compagno di squadra (Benicio Del Toro) nel tentativo di favorire la stella di Bobby.

Recensione

Il (fan)atismo secondo Tony Scott. Il fratello del più celebre e osannato Ridley porta sul grande schermo l’omonimo romanzo di Peter Abrahams rimanendo fedele non solo alla storia ma anche allo stile che ha sempre caratterizzato le sue pellicole di qualità. Il risultato, sebbene non sfolgorante, lo ottiene con l’impeccabile performance di Robert De Niro, il cui personaggio evidentemente squilibrato e socialmente disadattato si colloca in quella stessa galleria nella quale prendono posto lungo gli annali cinematografici menti disturbate e conseguentemente pericolose: si ricordi l’esasperazione di Travis Bickle in “Taxi Driver” (Martin Scorsese, 1976) o l’esplosione psico – fisica di William Foster in “Un giorno di ordinaria follia” (Michael Douglas è diretto da Joel Schumacher nel 1993), solo per citarne alcuni. Aggiungendo anche “The fan” si viene a formare un trittico di drammi che coinvolgono in primis l’individuo e poi tutti coloro che ruotano intorno a lui subendone le azioni disperate e folli. Gil Renard, giovane promessa del baseball, cresce con le frustrazioni dovute al fallimento, a una carriera mai decollata, pronto a ritrovarsi a distanza di anni divorziato, con un figlio che trascura e un lavoro dal quale viene estromesso per incuria e incompetenza. Ecco che lo sport, nella fattispecie lo stadio, e il mito incarnato da Bobby Rayburn divengono non solo intrattenimento bensì obiettivi. Renard ambisce a quel quarto d’ora di notorietà facente parte della filosofia pop art del controverso Andy Warhol, cercando di raggiungerlo senza porsi limiti, accecato dalla frenesia del tifo esasperato e sporco. Nell’inquietante protagonista si scorgono i tratti distintivi dell’americano medio che trova rifugio nel divertimento corale, riflettendo ed elaborando azioni contorte nella solitudine del dopo, immaginandosi grande nella consapevolezza dell’ordinarietà. Con il suo personaggio, De Niro mette in ombra Bobby, alias Wesley Snipes, un carattere di contorno mai incisivo e relegato a spalla tentennante; la Jewel di Ellen Birkin provoca senza posa sfruttando il mezzo radiofonico, medium forte ma non abbastanza per colui che ricerca soddisfazione nel proprio edonismo forsennato.

tony

Tony Scott è specialista di action movie

 
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Lunedì, 15.10.2018
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