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I pugni in tasca

Scritto da Carlo Capalbo   

i pugni in tascaTitolo originale: I pugni in tasca

Regia: Marco Bellocchio

Cast: Lou Castel, Paola Pitagora, Mariano Masé

Musiche: Ennio Morricone

Produzione: Italia 1965i pugni in tasca1

Genere: Drammatico

Durata: 105 minuti

Trailer

 

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura: i pugni in tasca3

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Tre fratelli e una sorella abitano insieme all'anziana madre non vedente in un paesino vicino all'Appennino piacentino. Ognuno di essi ha una vita propria e in parte autonoma, tranne Alessandro (Lou Castel), affetto da gravi disturbi mentali fin dalla nascita e in conflitto con il fratello maggiore, causa di esasperazione. Sebbene d'animo puro, a tratti debole e infantile nei comportamenti, il ragazzo è destinato alla rovina per la sua innata violenza.

Recensione

A 50 anni dall'uscita nelle sale, l'esordio alla regia di Marco Bellocchio si rivela ancora nuovo e frizzante con tanti spunti di riflessione. Il cineasta sceglie la famiglia quale cerchio nevralgico di un gruppo eterogeneo di personaggi slegati dalla convenzione ma coesi dall'unione alla base di un nucleo normale. Ad accaparrarsi le luci dei riflettori in capo a un torbido sensazionalismo è il rapporto fra il protagonista Alessandro e la sorella, elementi di una coppia che alla natura fraterna coniuga l'inclinazione morbosa e la perversione dell'irascibilità incontrollata. Il contesto asseconda il mutamento trasmettendo una profonda insicurezza esistenziale come metafora della vita di Alessandro, vita che si rapporta regolarmente con lo spettro intangibile della morte, punto di arrivo materiale (il cimitero) e astratto (fine delle sofferenze). Il film si carica di aneliti premonitori, ponendosi come oracolo in grado di prevedere taluni atteggiamenti proprio del futuro '68, anno molto controverso per il panorama italiano. E' un Bellocchio sicuro quello che sta dietro la macchina da presa, giovane saggio che dispensa grandi picchi di tensione a formare un solido impianto narrativo d'ispirazione marcatamente pasoliniana, pervaso da una colonna sonora a tratti volutamente pesante, atta a reiterare musicalmente il tema centrale del film, la pazzia e la speranza disattesa di una vita migliore.

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Il film è entrato a far parte della lista dei 100 film da salvare

 
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Giovedì, 19.07.2018
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