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Prometheus

Scritto da Samuele Pasquino   
Giovedì 20 Settembre 2012 08:49

prometheusTitolo originale: Prometheus

Regia: Ridley Scott

Cast: Noomi Rapace, Charlize Theron, Michael Fassbender

Produzione: USA 2012prometheus1

Genere: Fantascienza

Durata: 120 minuti

   Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura: prometheus3

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Gli scienziati Shaw (Noomi Rapace) e Holloway (Logan Marshall Green) scoprono in Scozia dei dipinti rupestri che raffigurano enormi alieni indicare una galassia nello spazio. Pochi anni dopo guidano a bordo dell’astronave Prometheus una spedizione diretta al pianeta dove presumono esserci extraterrestri che hanno creato la vita sulla Terra. L’equipaggio, una volta sul posto, entra però in contatto con una strana sostanza che genera mostruose creature. Ha inizio una disperata battaglia per la sopravvivenza.

Recensione

Che sia stata la logica commerciale piuttosto che la nostalgia per la fantascienza a indurre Ridley Scott a concepire un prequel per una delle saghe di maggior successo poco importa: “Prometheus” riporta tutti i fan del terribile Alien al cinema, e questo è un dato sicuro. Profeta della propria gloria, Scott non si accontenta e divide il film in due parti, prevedendo dunque una continuazione che si annuncia persino più incisiva e spettacolare di questa pellicola già tirata doverosamente a lucido e impregnata di luccicante tecnologia, unita alle congeniali tecniche di ripresa odierne, senza nulla togliere al primo capitolo del 1979, un autentico gioiellino in termini di struttura. L’antenata della combattiva protagonista Ellen Ripley, allora interpretata da Sigourney Weaver, è la scienziata Elisabeth Shaw, della quale veste i panni una più che convincente Noomi Rapace, ampiamente rodata dal ruolo della tormentata hacker Lisbeth Salander, eroina della trilogia letteraria di Stieg Larsson trasposta sul grande schermo. Scott imbastisce un bagaglio di personaggi la cui funzione prevede una specularità narrativa atta a saldare il legame con il primordiale capolavoro, come a tessere una guida, un canovaccio che dia il là a una storia originale e originaria credibile e con precisi tratti distintivi: si individuano così i binomi Nostromo/Prometheus, Ripley/Shaw, Dallas/Janek e Ash/David. Proprio quest’ultimo, l’androide impersonato dal lanciatissimo Michael Fassbender (nell’occasione messo in scena con un look damerinico che ricorda volutamente Peter O’Toole in “Lawrence d’Arabia”), si può più ragionevolmente accostare al Bishop del secondo capitolo, semplicemente per un maggior coinvolgimento emotivo e umano. Questo prequel risulta inoltre carico di concetti ampiamente significanti e, a livello religioso, persino spiazzanti. La teoria al centro della vicenda rivaluta e amplifica ipotesi fantastiche da tempo prese in considerazione secondo le quali i fautori del concepimento del genere umano sarebbero alieni di un altro mondo, equiparati da alcune antiche civiltà a dei onnipotenti. La fantascienza tout court permette a un impavido come Scott di spingersi oltre e addentrarsi in tali concetti accantonando addirittura il darwinismo a favore di qualcosa di più intrigante, di favolistico ma al contempo non così inverosimile. Persino a livello terminologico si evincono richiami forti e chiari, a partire dal titolo che fa riferimento al mito greco di Prometeo, il titano che rubò il segreto del fuoco alle divinità per farne dono agli uomini e, ancor prima, racchiuse tutti i mali in un vaso poi aperto dalla maldestra Pandora. La narrazione insiste filosoficamente sulla dicotomia creazione-distruzione, addizionando i due fattori in modo da ottenere un contraddittorio risultato, impulso per la seconda parte. Se il contenitore ammalia e il contenuto convince, lo stesso non si può dire per alcune sequenze forse esagerate, come quelle che si svolgono nell’infermeria e che vedono la protagonista alle prese con una situazione che si fa beffe dell’anatomia umana e della medicina. Non volendo cercare altri proverbiali peli nell’uovo, il responso si spartisca fra sostenitori e detrattori. Lo spettacolo, ad ogni modo, è garantito.

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Nella breve parte della madre di Shaw compare anche Giannina Facio, moglie di Ridley Scott

 
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