In Esclusiva ! ! !

giovani creativi e produzioni recencinema

cinema ergo sum - l'editoriale di samuele pasquino logo ritratti d'autore

Questo sito utilizza immagini come utente non esclusivo e i diritti rimangono delle rispettive case di produzione e distribuzione cinematografiche.

Questo sito utilizza i cookies. Utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire all’utilizzo dei cookies in conformità con i termini espressi nella Privacy e Cookie policy del sito. Grazie

Looper

Scritto da Samuele Pasquino   
Sabato 02 Febbraio 2013 12:06

looperTitolo originale: Looper

Regia: Rian Johnson

Cast: Joseph Gordon-Levitt, Bruce Willis, Emily Blunt

Musiche: Nathan Johnson

Produzione: USA 2012looper1

Genere: Fantascienza

Durata: 120 minuti

Trailer

 

looper2

Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: looper3

Giudizio:

 

Trama

2044. Il viaggio nel tempo non è ancora realtà, ma 30 anni dopo la sua effettiva invenzione è dichiarata illegale. Un’organizzazione criminale se ne serve per spedire nel passato individui da giustiziare: a ucciderli sono i Loopers, killer professionisti incaricati di far sparire le vittime come se non fossero mai esistiti, eliminando ogni traccia della loro esistenza. Quando però il giovane sicario Joe (Joseph Gordon Levitt) si ritrova davanti il se stesso mandato dal futuro, qualcosa nel meccanismo seriale si incrina e il ragazzo si lascia scappare la sua proiezione contravvenendo alle regole dell’organizzazione.

Recensione

Giovinezza e vecchiaia, possibilità e contemporaneità, proiezione e regressione: in queste dicotomie il concetto di tempo appare basilare e decisivo, una dimensione che, insieme allo spazio, detta il ritmo vitale dell’individuo nell’azione continua e irrefrenabile dell’esistenza. In “Looper” (letteralmente “colui che chiude il cerchio”) assunti e tesi creano incroci e sottili intrecci che lavorano sulla frazione temporale secondo regole appartenenti alla macrosfera della fantascienza sempre meno inverosimile. Rian Johnson recupera tutta la vecchia scuola legata alla materia, fondendo pellicole come L’uomo che visse nel futuro (George Pal, 1960), Ritorno al futuro (Robert Zemeckis, 1985) e persino Terminator (James Cameron, 1984), al fine di innovare l’idea di ciclicità e inevitabilità. Nella deframmentazione del “Loop” (la chiusura del cerchio) la narrazione scorre agevole e facilitata da una sceneggiatura ben curata, soprattutto nelle concatenazioni che interessano i due protagonisti e nei riferimenti ai paradossi e alle similitudini figurative. Questo sci-fi ha negli effetti speciali un chiaro punto di forza che, tuttavia, non prende il sopravvento nonostante le evidenti mire di spettacolarità insite nel genere, sublimando, invece, una riflessione sulla causalità e l’interferenza. Per una volta Bruce Willis incide nella vicenda non come principal character bensì in qualità di spalla, sostenendo e coadiuvando l’interpretazione di Joseph Gordon Levitt, il cui trucco lo avvicina per tratti somatici e mimica al più maturo attore, legando il proprio personaggio alla proiezione non solo con gli atteggiamenti ma anche per mezzo di un’espressione incredibilmente rassomigliante. Nella parabola temporale, scossa da alcuni clichés inventati dapprima dalla memorabile “Matrice” dei Wachowski Bros (vedere sparatorie e sequenze in slow-motion), si inscrive il tema del predestinato, ovvero l’effettivo elemento sul quale tutto converge riservando un climax di notevole impatto visivo. Un film intelligente, misurato ma aderente a ogni clausola dettata dall’intrattenimento americano.

looper4

L'attore Joseph Gordon Levitt si è sottoposto a oltre tre ore di trucco ogni giorno

 
© 2018 Recencinema.it - Dove il cinema è cultura Designed by Serena Dolgetta
Martedì, 16.10.2018
T O P