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Il racconto dei racconti

Scritto da Gemma Buonanno   
Mercoledì 13 Maggio 2015 09:51

il racconto dei raccontiTitolo originale: Tale of Tales

Regia: Matteo Garrone

Cast: Salma Hayek, Vincent Cassel, Toby Jones

Musiche: Alexandre Desplat

Produzione: Italia 2015il racconto dei racconti1

Genere: Fantasy

Durata: 128 minuti

   Trailer

il racconto dei racconti2

 

Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: il racconto dei racconti3

Giudizio:

 

Trama

C’era una volta un re, o meglio c’erano una volta tre regni senza tempo e apparentemente vicini. In uno viveva la regina senza sorriso, la Regina di Selvascura (Salma Hayek), ossessionata dal desiderio di diventare madre; nel secondo il Re di Roccaforte (Vincent Cassel), un re edonista e libertino, sempre a caccia di giovani donne; nel terzo regno la principessina Viola (Bebe Cave) con il suo introverso padre, il Re di Altomonte (Toby Jones). Protagoniste di questa favola nera tre donne, colte in tre diverse fasi della vita, che si trovano a dover affrontare prove difficili dalle quali usciranno inesorabilmente trasformate.

Recensione

“Per ogni vita che nasce, un’altra deve avere fine…”

"Da ogni desiderio scaturisce una conseguenza, da desideri così violenti un’azione altrettanto violenta".

Non sono solo le battute recitate dal negromante, ma i leitmotiv di questo mondo fantastico dalle venature horror, popolato da donne determinate e ossessive, uomini insicuri e sessuomani, vecchie disposte a tutto pur di rimanere giovani, gemelli monozigoti albini, circensi, draghi e pulci giganti. Sono questi alcuni dei protagonisti de Il racconto dei racconti, una favola perturbante, ironica e fantastica girata, sceneggiata e in parte prodotta dallo stesso Matteo Garrone, in concorso al festival di Cannes insieme a Mia madre di Nanni MorettiYouth - La giovinezza di Paolo Sorrentino.  Per il film, Garrone prende ispirazione da tre racconti del seicentesco Il cunto de li cunti di Giambattista Basile, il più artistico e ricco fra tutti i libri di fiabe popolari che ha ispirato autori come Grimm e o Andersen, per rappresentare temi a lui cari. Nei racconti di Basile, così come nella poetica di Garrone, tematiche quali l’ossessione, l’egoismo, il consumismo e la trasfigurazione del corpo sono alla base di ogni suo film: L’imbalsamatore (2002) e Primo amore (2004)  sono quelli più evidenti, ma anche Gomorra (2008) e Reality (2012) partono da un'ossessione e le sue declinazioni, dalla trasfigurazioni dei corpi e il desiderio per un qualcosa che non si può avere ma che si vuole a tutti costi per i primi due, alla trasfigurazione dell’anima e della mente per quest’ultimi. Pier Paolo Pasolini scriveva:“La realtà dei corpi innocenti è stata violata, manipolata, manomessa dal potere consumistico; anzi, tale violenza sui corpi è diventato il dato più macroscopico della nuova epoca umana”. Allo stesso modo Garrone, a cui ammette di essersi ispirato per alcuni dei suoi lavori,  realizza un film che è una parabola del mondo in cui viviamo, dominato da passioni, lucide follie, desiderio di essere altro e di onnipotenza, la ricerca ossessiva di qualcosa e il sacrificio… dell’altro. Qui, ne Il racconto dei racconti, quel senso di equilibrio generato solo dalla sofferenza dell’altro è ancora più forte, come più forte è il potere delle immagini. Sono principalmente queste a comunicare e rivelare le ossessioni di sempre di Garrone, attraverso ambientazioni reali come Castel Del Monte, il castello arroccato della Tenuta Donna Fugata, in Sicilia, o il Bosco del Sasseto, ambientazioni reali che il regista e lo scenografo - il bravissimo Dimitri Capuani - hanno reso iperreali e artificiosi con un lavoro di ricostruzione in studio, accostando l’elemento fantastico al reale. Stesso discorso per gli effetti speciali, affidati a Leonardo Cruciano, che ha ricostruito fisicamente delle creature fantastiche da affiancare agli attori, consentendo loro di calarsi nel ruolo nel corso delle riprese e dando così un senso di verismo. Discorso più accurato va fatto per il linguaggio cinematografico adottato: ne Il racconto dei racconti non ci sono più piani sequenza e camera a mano, tecnica cinematografica molto cara al regista, a rinforzo, appunto, del concetto di artificio/verità, ma riprese più ampie e classiche, più vicine al genere fantasy. Scelta dettata, come lo stesso regista ha dichiarato in conferenza stampa, da motivazioni economiche più che stilistiche: il costo giornaliero degli attori del calibro di Vincent Cassel o Salma Hayek non permetteva errori tali da dover ripetere la scena in giorni ulteriori. Scelta comprensibile che ha come risultato quello di spiazzare, non sempre in senso positivo, lo spettatore amante del suo cinema alienante. Garrone realizza un film coraggioso e potente attraverso inquadrature e immagini grandiose che danno corpo a simbolismi introspettivi e sociali, rafforzati anche dalla splendida fotografia cromatica e surreale di Peter Suschitzky, fotografo di David Cronenberg e Tim Burton. Ma la bellezza delle immagini, se da un lato rende potente dal punto di vista visivo il film, da un altro è anche il suo limite: sul piano narrativo, la pellicola ha un susseguirsi di lacune che rendono poco lineare il racconto e al contempo piatto e poco coinvolgente. La narrazione è lenta e frammentaria, alla base di un fantasy raffinato ma senza mordente. Un film che sembra più un esercizio stilistico che un lavoro veramente ispirato. Lo stesso cast di attori sembra poco convinto e coinvolto come se, per dirla alla Moretti, recitassero accanto al personaggio. Probabilmente la sua frammentarietà è data anche dal fatto che, come afferma il regista stesso, il film nasceva per essere un serial alla Trono di spade, e non è detto che non lo diventi.

il racconto dei racconti4In merito alla scelta del cast, Garrone dichiara di aver scelto gli attori in base alla loro fisicità: “Salma Hayek sembrava poter vestire bene i panni della regina; Vincent Cassel mi sembrava avere insieme un carattere comico e tragico; l’attrice Bebe Cave, nei panni della principessa Viola, si è rivelata una grande sorpresa. È l’unica attrice che ho visto per quel ruolo e l’ho scelta subito. Viene dal teatro ma non pensavo che raggiungesse un così alto livello di performance come quello raggiunto nel film”

Immagini: Copyright © 01Distribution

 
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