In Esclusiva ! ! !

giovani creativi e produzioni recencinema

cinema ergo sum - l'editoriale di samuele pasquino logo ritratti d'autore

Questo sito utilizza immagini come utente non esclusivo e i diritti rimangono delle rispettive case di produzione e distribuzione cinematografiche.

Questo sito utilizza i cookies. Utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire all’utilizzo dei cookies in conformità con i termini espressi nella Privacy e Cookie policy del sito. Grazie

88 minuti

locandinaTitolo originale: 88 minutes

Regia: Jon Avnet

Cast: Al Pacino, Amy Brenneman, Leelee Sobieski

Musiche: Edward Shearmur

Produzione: USA 2007scena1

Genere: Thriller

Durata: 109 minuti

     Trailerscena2

Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura: scena3

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Lo psichiatra forense Jack Gramm (Al Pacino) testimonia nel processo contro Foster, un pericoloso serial killer, riuscendo a farlo condannare. Tempo dopo si verificano altri omicidi con lo stesso modus operandi: Jack viene contattato dall’assassino e apprende di avere soltanto 88 minuti di vita prima di essere ucciso. Nella sua disperata corsa contro il tempo si succederanno sospetti, ricordi e strane supposizioni tese a far luce sugli inquietanti delitti.

Recensione

Jon Avnet dirige un discreto thriller dall’ambiguo destino: fatta eccezione per la sua uscita cinematografica negli States, la pellicola si presenta al pubblico mondiale in dvd, cadendo in un preoccupante anonimato privo di una qualche valida pubblicità. A nulla valgono nomi altisonanti quali Al Pacino (sempre impeccabile) e Leelee Sobieski (brava e bella), il film sfugge ai riflettori divenendo quasi un prodotto di nicchia proiettato per caso e senza eccessivi fini commerciali. Riflettendo però sulle sue componenti non ci si può esimere dal valutarlo un decente risultato ottenuto da intrecci narrativi piuttosto ben ponderati. La vicenda che include un serial killer e le atrocità da esso commesse va sempre ritenuta idonea ad incontrare i gusti dello spettatore, che di fronte all’ignoto attende e scruta trovando la possibilità di indagare insieme al protagonista, riservandosi quella buona dose di adrenalina propria dei momenti più concitati e decisivi. A dir la verità “88 minuti” inquieta soltanto per il suo titolo, scarno di scene particolarmente emblematiche (e forse proprio per questo motivo bistrattato), riversando i pochi scampoli di tensione soltanto nel finale, peraltro assai prevedibile. Al Pacino, maturo e compassato, veste i panni di uno psichiatra tormentato da un macabro ricordo e dalla sua nemesi sospesa, cioè il killer che continua a combattere dopo anni di dura lotta psicologica. Il suo Jack Gramm ha carisma e decisione, sembra un personaggio studiato ad hoc per l’attore, ma proprio per tale ragione finisce con il catalizzare troppo su di sè l’attenzione. La storia ne risente, orfana di quell’esaltazione scenica che poteva deciderne le sorti risollevando un thriller potenzialmente interessante.

foto

 

Il film dura circa 110 minuti, dei quali 88 compresi nel tempo che va dalla telefonata alla resa dei conti finale.

 
© 2018 Recencinema.it - Dove il cinema è cultura Designed by Serena Dolgetta
Sabato, 22.09.2018
T O P