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A un metro da te

a un metro da teTitolo originale: Five Feet Apart

Regia: Justin Baldoni

Cast: Cole Sprouse, Haley Lu Richardson, Moises Arias

Musiche: Brian Tyler e Breton Vivian

Produzione: USA 2019

Genere: Drammatico

Durata: 116 minuti

Trailer

a un metro da te haley lu richardson  haley lu richardson e cole sprouse  scena a un metro da te

 

Regia: stellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Stella (Haley Lu Richardson) e Will (Cole Sprouse) hanno 17 anni e una malattia in comune: la fibrosi cistica, una patologia genetica recessiva, cronica e degenerativa, che colpisce l’apparato respiratorio e digerente e costringe i pazienti a rispettare tra di loro la distanza di sicurezza di due metri, per ridurre il rischio di trasmissione di agenti patogeni che potrebbero mettere a repentaglio la loro vita.

Oltre a essere costretti a terapie farmacologiche quotidiane e frequenti ricoveri ospedalieri, Stella e Will non hanno molto altro in comune. Lei ha la mania del controllo e segue con una ferrea disciplina le impegnative cure, nella speranza di un trapianto di polmoni che potrebbe allungare, seppur di qualche anno, la sua vita.

Lui, al contrario, è indisciplinato e non vede l’ora di compiere 18 anni per potersi sottrarre al controllo della madre e uscire dalla gabbia in cui è rinchiuso da sempre. Infatti, non gli interessa curarsi, si è già amaramente rassegnato a un’esistenza breve e, proprio per questo, non vuole sprecarla tra le mura di un ospedale, ma vuole lanciarsi alla scoperta del mondo.

Come si sa, gli opposti si attraggono: quando Stella e Will si incontrano in ospedale, scocca la scintilla. Così, la distanza di sicurezza che li separa diventa un’ingiustizia che nessuno dei due ha meritato. Intenzionati a rubare qualcosa a quella malattia che ha da sempre rubato loro la normalità, Stella e Will accorciano pericolosamente la distanza di un metro.

Recensione

Ennesimo esempio di un nuovo genere cinematografico di grande successo presso il pubblico “young adult”, A un metro da te è un teen movie incentrato sul connubio amore e malattia. Il filone è stato inaugurato nel 2011 da Gus Van Sant con L’amore che resta e si è affermato come genere popolare con i successivi Colpa delle stelle, Quel fantastico peggior anno della mia vita, Il sole a mezzanotte, Noi siamo tutto.

Si tratta di film che smuovono emozioni forti, puntando sui batticuori del primo amore – che è sempre un sentimento assoluto – e sull’impatto melodrammatico della malattia di uno dei due protagonisti, che distrugge il sogno dell’unione eterna.

A un metro da te non fa eccezione e riesce a calibrare queste emozioni senza scadere nel patetismo, grazie all’ironia della voce narrante della protagonista femminile, una ragazza come tante, che racconta con umorismo la battaglia quotidiana contro la malattia in un video-diario pubblicato a puntate su YouTube. Tra l’altro, si tratta di un modo artistico per diffondere la conoscenza di una malattia rara ma fortemente invalidante, e per cui non esiste ancora una cura.

L’efficacia della testimonianza è garantita dalla convincente interpretazione dei due giovani attori principali, Haley Lu Richardson e l’idolo delle ragazzine Cole Sprouse (il tenebroso Jughead Jones della popolare serie TV Riverdale), particolarmente affiatati sullo schermo. La delicata e commovente storia d’amore tra Stella e Will punta l’accento sul diritto di due adolescenti a una normalità negata da una condizione fisica invalidante.

Un monito, per noi sani, a non darla mai per scontata quella normalità e ad apprezzarla in ogni attimo. Il messaggio arriva ed è potente, salvo stemperarsi sul finale del film, quando il dramma romantico prende il sopravvento e la sceneggiatura si mantiene pericolosamente in bilico sul già visto. Film particolarmente consigliato agli adolescenti.

Curiosità

justin baldoniL’attore Justin Baldoni ha realizzato questo progetto dopo aver intervistato per una serie di documentari una ragazza afflitta da fibrosi cistica. Parallelamente al film, è uscito in libreria il romanzo omonimo, scritto da Rachael Lippincott insieme agli sceneggiatori del lungometraggio, Mikki Daughtry e Tobias Iaconis.

 

Copyright immagini: Notorious Pictures

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