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Alien: Covenant

alien: covenant locandinaTitolo originale: Alien – Covenant

Regia: Ridley Scott

Sceneggiatura: John Logan, Dante Harper

Cast: Michael Fassbender, Billy Crudup, Katherine Waterston

Musiche: Jed Kurzel

Produzione: USA 2017

Genere: Fantascienza

Durata: 120 minuti

logo 20th century fox scott free logo   Trailer

 

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Regia: stellastellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastella

Musica: stellastellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

2104. L’astronave Covenant, diretta alla volta del pianeta Origae-6 con a bordo 2.000 coloni, è investita da meteoriti vaganti nello spazio. L’avaria induce l’equipaggio a destarsi dall’ipersonno e a cambiare la propria destinazione per via di una trasmissione radio proveniente da un mondo sconosciuto.

In disaccordo con il capitano Christopher Orem (Billy Crudup), la sua vice Daniels (Katherine Waterston) obbedisce suo malgrado all’ordine del superiore. Giunti sul posto, alcuni membri del gruppo di esplorazione vengono infettati, dando origine a creature letali, feroci e micidiali.

Recensione

Avremmo voluto poter dire “Alien è tornato alle sontuose origini“, ma il nuovo capitolo del proficuo franchise fanta-horror perde aderenza, sbanda e scivola via, sfuggendo di mano anche al suo demiurgo Ridley Scott. Disattese le fulgide promesse dell’elegante e fascinoso Prometheus, il sequel Alien: Covenant ha moltissimi pregi, spunti interessanti e sdoganamenti ma un grandissimo problema, quello di non reggere alla distanza.

Agli albori della saga, viene a mancare un elemento essenziale, trattato con inequivocabile superficialità, ovvero la precisione narrativa in un contesto dove, per fortuna, il filo cronologico seguita a srotolarsi senza intoppi o incongruenze.

E’ tuttavia evidente che nella smania di stupire e disorientare lo spettatore con l’esondante ritorno alla primigenia truculenza (ma molto più enfatizzata e libera rispetto alla matrice), Scott trascuri una pletora di dettagli concernenti proprio il mostruoso ibrido da lui concepito, affrettando una serie di dinamiche schiacciate dal peso dell’esigenza di ritmo.

I puristi, a questo proposito, avanzeranno obiezioni assolutamente lecite pur rilevando e cogliendo divagazioni di natura filosofica gravitanti sull’escatologia intricata e intrigante della creazione, espressa quale concetto alla base dei principali, annosi interrogativi umani.

I dialoghi, alquanto vacui, sono facilmente soppiantati da sequenze che esaltano la violenza estemporanea del sangue insistendo sulla mutazione entro tempi non plausibili sotto l’aspetto scientifico, in totale discordanza con l’Alien del 1979, che dava un senso tanto al facehugger quanto allo xenomorfo definendoli con saggia perizia.

Prometheus aveva trovato una degna epigona di Ellen Ripley, ma per il personaggio della dottoressa Elizabeth Shaw la sceneggiatura di Alien: Covenant ha riservato un trattamento impietoso e, ai fini della narrazione, immeritato, come successe al tenente di vascello interpretato da Sigourney Weaver nell’Alien 3 diretto da Fincher.

L’opera di Scott, comunque, rimane un più che discreto tassello in cerca di futuro riscatto e la consacrazione di David a vero, incontrastato protagonista, si palesa un’ottima intuizione ricca di contenuti.

Curiosità

james franco in alien covenantInizialmente, la sceneggiatura aveva previsto per James Franco un ruolo di maggior rilievo, ma infine si è deciso per un semplice cameo a causa dei diversi impegni dell’attore, che ha comunque voluto comparire nel franchise.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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