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Bad Luck Banging or Loony Porn

bad luck banging or loony porn locandinaTitolo originale: Babardeală cu bucluc sau porno balamuc

Regia e sceneggiatura: Radu Jude

Cast: Katia Pascariu, Claudia Ieremia, Olimpia Malai, Nicodim Ungureanu

Musiche: Jura Ferina, Pavao Miholjević

Produzione: Romania 2021

Genere: Commedia

Durata: 106 minuti

Trailer

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orso d'oro festival di berlino   Miglior film al Festival di Berlino

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Emi (Katia Pascariu), stimata insegnante di storia in una scuola media per ragazzi benestanti, vede la sua carriera messa in discussione quando viene diffuso su internet un video in cui fa sesso hard con il marito. Ciò che sarebbe dovuto restare privato arriva sotto gli occhi di tutti: la preside della scuola, i genitori dei ragazzi e persino gli stessi allievi.

I genitori chiedono spiegazioni, protestano e la preside (Claudia Ieremia), in piena pandemia di Covid-19, convoca un’assemblea in cui si dovrà decidere se Emi possa essere ritenuta ancora degna di insegnare in quella scuola.

Recensione

Ironica, provocatoria, esibizionista e a tratti grottesca, l’ultima pellicola del regista rumeno Radu Jude non ci risparmia nulla, nemmeno il filmino porno casalingo al centro del contendere. Si parte da qui, sembra di essere finiti per sbaglio su PornHub e invece è il prologo di un film diviso in tre parti.

Nella prima vediamo la protagonista che gira per le strade di Bucarest per sbrigare commissioni, mentre è in ansia per l’incontro imminente con i genitori dei suoi alunni. Tra liti per le mascherine anti-Covid indossate male e parcheggi selvaggi, emerge il ritratto di una Romania metropolitana sull’orlo di una crisi di nervi. Sensazione confermata nella terza parte del film, dove si consuma il “processo” all’insegnante.

Nella seconda parte, quasi un minidocumentario autonomo, Jude ci propone una carrellata di immagini con didascalie, che ricostruiscono la complessa storia di violenza, soprusi e maschilismo della Romania, dalle repressioni militari alla guerra civile, dai preconcetti sessisti all’ostentazione dello sfruttamento del corpo femminile.

Apparentemente slegato dal resto del racconto, in realtà questo corpus centrale ci fornisce le chiavi di lettura di un film che vuole denunciare una società malata ancora oggi impregnata di cultura patriarcale, sottomissione della donna a oggetto sessuale o angelo del focolare, bigotto moralismo che mal cela un morboso voyeurismo.

Questo diventa evidente nella terza parte del film, in cui i genitori esprimono i loro giudizi sul “reato” della professoressa hard, indagando nella sua sfera intima e privata – che non è più tale dopo la diffusione del filmino su internet – a prescindere dal suo ruolo di insegnante, molto apprezzata prima, ma ora messa in discussione.

È chiaro da che parte sta il regista. Nondimeno, ci pone interrogativi non di poco conto sulla credibilità e l’integrità che chi ricopre una funzione educativa deve mantenere in ogni sfera della propria vita, sulla liceità di difendere la propria vita privata, che non ha influssi su quella professionale, sull’ipocrisia di una società che spesso si macchia delle stesse colpe che pretende di imputare agli altri.

Proprio per lasciare gli spettatori liberi di ragionare e decidere – e anche per continuare a provocarli – il regista ci propone tre diversi finali alternativi, sempre sull’onda di quell’ironia grottesca che impregna l’intero film. A noi la scelta.

Curiosità

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Il film è stato girato in piena pandemia da Covid-19.

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