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Bandiere e primavere

bandiere e primavere locandinaTitolo originale: Bandiere e primavere

Regia: Stefano Simone

Sceneggiatura: Matteo Simone

Cast: Gianpio Guerra, Alessandro Leone, Simone Balta, Tonino Lurdo

Musiche: Luca Auriemma

Produzione: Italia 2021

Genere: Biografico

Durata: 120 minuti

Trailer

 

bandiere e primavere prima scena  ragazzi parlano in bandiere e primavere  gianpio guerra

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastella

Sceneggiatura: stellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Si narra di Salvatore Castrignano, un sindacalista di Manfredonia che ha dedicato la sua vita alla tutela dei lavoratori. Il giovane, fin dall’infanzia, si è sempre dato da fare sia per se stesso che per la propria famiglia. Ha sempre lavorato, per sopperire alle enormi difficoltà economiche che attanagliavano i suoi cari, anche durante il percorso scolastico, privandosi anche di quelli che potevano essere momenti da trascorrere giocando spensierato come ogni bambino della sua età.

Salvatore si destreggia tra mille ostacoli, in un paesino del sud Italia, cercando di aiutare i più deboli. Diventa segretario del Sindacato, stando a contatto con i grandi problemi della comunità. Il modo di essere di Salvatore può essere rappresentato da una semplice frase detta da lui nell’ultima parte del film: “Nessuno deve essere lasciato da solo“.

Recensione

Si racconta la parabola orizzontale dello straordinario sindacalista eroe della gente comune, dei proletari, paladino dello Statuto dei lavoratori dal 1970 in poi. La prima e l’ultima scena sono identiche, rappresentano pienamente il senso dell’opera, il lavoro, la fatica e la grande umiltà.

Due immagini circolari, sia all’inizio che alla fine, di un uomo che porta un piccone e scava la sua arida terra, scolpita dal sole. È un film low budget ma pur sempre un lungometraggio (onore al merito), difficilmente collocabile negli anni, in quanto se lo spettatore dovesse capirlo dagli oggetti di scena, abbigliamento e auto presenti, potrebbe sembrare ambientato nel 2000, mentre in realtà il periodo coinvolge i decenni ’80 e ’90.

Si compiono notevoli salti temporali, sicché gli attori che interpretano Salvatore si passano la staffetta del ruolo ben 3 volte: da bambino (Simone Balta), da giovane (Alessandro Leone) e da adulto. Tocca allora a Gianpio Guerra entrare responsabilmente nei panni del sindacalista che apprende il mestiere e si dedica anima e corpo ai più deboli. Esiste tuttavia un solido punto di riferimento, il tragico annuncio del sequestro Moro: “Hanno rapito il Presidente!“.

La recitazione risente di qualche forzatura che ricade inevitabilmente su dialoghi poco naturali, poco spontanei e a tratti vitrei, inconsapevoli. Intervengono a sedare in parte le lacune una colonna sonora ben sincronizzata, curata dall’autore storico Luca Auriemma (collaboratore di Matteo Simone dai tempi di Cappuccetto Rosso), e la buona sceneggiatura di Matteo Simone, che poteva essere asciugata di qualche sequenza senza togliere niente al film.

Montaggio consequenziale, da narrazione classica, ma le tematiche affrontate sono innegabilmente interessanti, necessitanti però di qualche integrazione. Bandiere e primavere è figlio di un cinema conservatore, idoneo al racconto sociale, coerente con il carattere immutabile degli argomenti chiamati a salire in cattedra e stimolare la coscienza di ognuno di noi.

Curiosità

bandiere e primavere frame

Matteo Simone, padre del regista, si è ispirato per il trattamento al libro autobiografico di Salvatore Castrignano.

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