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Calibre

calibre posterTitolo originale: Calibre

Regia e sceneggiatura: Matt Palmer

Cast: Jack Lowden, Martin McCann, Tony Curran, Ian Pirie

Musiche: Anne Nikitin

Produzione: Gran Bretagna 2018

Genere: Drammatico

Durata: 101 minuti

netflix logo   Trailer

calibre a caccia  vaughn e marcus calibre  logan e brian calibre

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Scozia. Vaughn (Jack Lowden) sta per diventare padre, ma prima che il figlio veda la luce decide di concedersi qualche giorno di libertà insieme all’amico di vecchia data Marcus (Martin McCann). I due si recano nei boschi di un piccolo paese di provincia per un’esaltante battuta di caccia al cervo.

Quella che doveva essere soltanto una divertente distrazione si trasforma in un incubo quando il fucile di Vaughn manca di un soffio l’animale, centrando però un bambino capitato per caso nella traiettoria di tiro. Anziché denunciare l’incidente, gli involontari carnefici occultano il cadavere per evitare la prigione e, soprattutto, l’ira degli abitanti del villaggio in cui si trovano a soggiornare.

Recensione

Un caso molto umano e senza fronzoli di sorta mette da subito i brividi a chi si approccia alla visione di Calibre, film che crea un idillio introduttivo tramutandolo sadicamente in un delirio di angoscia e paura.

Questi due sentimenti, affioranti da un fattore esterno – ovverosia da un omicidio colposo – si sviluppa sempre più ingombrante nell’animo dei due amici protagonisti, novelli cacciatori che si ritrovano fra le mani un corpo senza vita, la preda inattesa di un’azione venatoria troppo improvvisata.

Passare da un sogno di libertà machista alla terrificante coercizione di un incubo è un attimo, specialmente quando di mezzo vi sono incuria e palese ingenuità. Vaughn, in procinto di assistere al miracolo della vita – la nascita imminente del proprio bambino – è costretto dal destino a confrontarsi con la morte vedendo scricchiolare il proprio futuro di padre e marito.

Inevitabilmente, patisce ben più dell’amico Marcus (uccel di bosco con il vizietto della cocaina) una situazione pesantissima per nervi prossimi al cedimento. Il contesto scelto dal regista e sceneggiatore Matt Palmer appartiene senza dubbio all’inflazionata sfera del classico, e cioè l’isolamento di una provincia prefiguratasi da tempo come un microcosmo di individui erranti, annoiati e resi ostili da forestieri perennemente malvisti.

Balzano dunque alla memoria pellicole di genere quali Un tranquillo weekend di paura di John Boorman o lo spietato Eden Lake diretto nel 2008 da James Watkins. Calibre, tuttavia, ha la sensibilità di insinuare il dissidio fra gli abitanti del paese, la leadership di un carismatico capopopolo in bilico tra vendetta e giustizia, incalzato da conterranei ottenebrati da un incontrollabile istinto d’ira funesta (ricordate Patroclo, ucciso per errore da Ettore e vendicato dalla spada feroce di Achille?).

Tony Curran (Il 13° guerriero, Ondine, Outlaw king) è di fatto l’unico vero volto noto in questo teso dramma firmato Netflix che tanto ricorda La congiura degli innocenti di Alfred Hitchcock, cui il cineasta britannico aveva però dato una connotazione nettamente più leggera.

Curiosità

vaughn e marcus in calibre

Il film è stato presentato per la prima volta all’Edinburgh International Film Festival.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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