- Drammatico, Recensioni

Capri-Revolution

capri-revolution locandinaTitolo originale: Capri-Revolution

Regia: Mario Martone

Sceneggiatura: Mario Martone, Ippolita Di Majo

Cast: Marianna Fontana, Donatella Finocchiaro, Antonio Folletto

Musiche: Apparat, Philipp Thimm

Produzione: Italia 2018

Genere: Drammatico

Durata: 122 minuti

indigo film logo raicinema logo    Trailer

marianna fontana in capri-revolution  confronto capri-revolution  seybu capri-revolution

 

leone d'oro venezialeone d'oro venezialeone d'oro venezialeone d'oro venezialeone d'oro venezialeone d'oro venezialeone d'oro venezia   Premi: SIAE, Francesco Pasinetti al miglior film, Arca Cinemagiovani al miglior film italiano a Venezia, Soundtrack Stars, Sfera 1932, La pellicola d’oro alla miglior sarta di scena Katia Schweiggl, Lizzani.

 

Regia: stellastellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastellastella

Musica: stellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Capri, 1914. Gli albori della Prima Guerra Mondiale non sembrano scalfire la quotidianità di Lucia (Marianna Fontana), giovane guardiana di capre la cui famiglia si ritrova a convivere con il dramma di un padre malato, due fratelli autoritari e una madre succube (Donatella Finocchiaro).

La ragazza subisce l’attrazione di un gruppo di artisti che ha fondato una comune avvezza alla pratica del nudismo e della contemplazione della natura. Seybu, il leader votato alla pittura e allo studio del disegno, la inizia alla vita anticonvenzionale sull’isola accogliendola fra i suoi accoliti.

Lucia impara così a leggere e scrivere, ad avere un libero pensiero così, quando i fratelli tentano di farla maritare, la donna non solo rifiuta seccamente ma taglia ogni rapporto con il nucleo famigliare unendosi definitivamente ai “selvaggi”. A lei e al caso comunitario si interessa Carlo (Antonio Folletto), brillante medico di larghe vedute che ritiene scienza e ragione le uniche guide necessarie all’uomo.

Recensione

Come tutti i precedenti lavori di Mario Martone, Capri-Revolution è un’opera colta che vive di contrasti e interrogativi incastonati in una narrazione estremamente fluida, eppure intensamente riflessiva nella propria poetica costitutiva.

Ispirato dalla comune realizzata a Capri dal pittore tedesco Karl Wilhelm Diefenbach, Martone scrive (insieme alla moglie Ippolita Di Majo) e dirige una vera incursione nella filosofia monografica basata sull’idea dell’arte come modalità di creazione di relazioni umane più che come ricerca estetica fine a se stessa.

In tal senso tutta la storia – che instaura una profondissima connessione con l’abbacinante paesaggio isolano – assume molteplici forme che tracciano un viaggio introspettivo tra simbolismo e digressioni letterarie accentuate e riconoscibilissime.

Gli sfondi bradi e incontaminati della splendida Capri – con scene girate anche in altre località, su tutte Gaeta, Camerota, San Mauro Cilento e San Severino – costituiscono il terreno di rapida crescita socio-intellettuale della protagonista Lucia, umile pastorella prigioniera inconsapevole di un mondo agro-pastorale troppo chiuso e costrittivo per l’entità donna.

Già, almeno finché la ragazza non viene a contatto con una nuova concezione di esistenza velocemente assimilata come l’occasione di conquistare una libertà e un’indipendenza mai lontanamente sfiorate. Sempre la libertà, a questo particolare livello concettuale, diviene l’antitesi naturale dell’inibizione sessuale e la chiave d’accesso alle dinamiche di una costruttiva convivenza.

Ne scaturisce una propensione al multilinguismo (nella comune si parla inglese, francese e italiano) e alla sessualità intesa quale via (ma non esclusiva) della conoscenza. Martone costruisce un apparato dialogico fittissimo la cui concepibilità mira a una comprensione rara, quella capace di aprire gli occhi e disostruire i sensi come caldeggiato dallo stesso guru Seybu.

Quest’ultimo, entrando in collisione teorica con le ragioni pratiche del medico Carlo, gioca il ruolo del decontaminatore, del decostruttore di certezze materiali. In effetti gli incontri-scontri verbali rappresentano l’aspetto più vivo e intrigante di Capri-Revolution.

L’opera è visivamente pensata per essere uno spettacolo quanto mai affascinante nella capacità di proporre immagini di antica estrazione introducendovi la soavità della danza fra i boschi e intorno al fuoco (rimando ai culti celtici legati al binomio nudità-ballo, ai riti propiziatori permeati dall’animismo), la piacevolezza della musica (i pezzi di Apparat e Philipp Thimm hanno dello stupefacente), la declinazione del colore nel calore.

I messaggi espressi risultano molto forti, in primis la riluttanza alle regole imposte che si prefigge l’obiettivo di generare un nuovo modello sociale da proteggere con gli ideali. In tutto questo, Martone ci ricorda che “la rivoluzione siamo noi”, ed è una verità sostenuta dalla scelta di Lucia di lasciare la terra natia e partire per l’America, pronta finalmente a dare un valore alla propria esistenza.

Curiosità

mario martone indicazioni capri-revolution

Seybu è interpretato dall’attore Reinout Scholten van Aschat

 

 

Immagini: Copyright © 01Distribution

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
Leggi tutti gli articoli di Samuele Pasquino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *