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Posti in piedi in paradiso

Scritto da Giorgia Meroni   
Martedì 06 Marzo 2012 19:12

postinpiediTitolo originale: Posti in piedi in paradiso

Regia: Carlo Verdone

Cast: Carlo Verdone, Pierfrancesco Favino, Marco Giallini

Produzione: Italia 2012postinpiedi1

Genere: Commedia

Durata: 120 minuti

Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura: postinpiedi3

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Tre padri divorziati si ritrovano a far fronte alle difficoltà economiche. Ulisse (Carlo Verdone), ex discografico di successo, vive nel retro del suo negozio di vinili; Fulvio (Pierfrancesco Favino), ex critico cinematografico, scrive ora malsane notizie di gossip; Domenico (Marco Giallini), pessimo marito fedifrago, fa il gigolò e gioca d'azzardo. L'idea di condividere un appartamento fatiscente li porterà a duri scontri ma anche a un'inattesa amicizia.

Recensione

Un problema sociale grave, gravissimo, che emerge sempre più di frequente: quello dei padri separati che devono sostenere le famiglie e se stessi. Con l’avvento della modernità liquida (Bauman) anche le relazioni interpersonali si sgretolano, diventano friabili. Persino il matrimonio, sacramento per eccellenza, non rappresenta più un legame inossidabile. Col risultato che l’uomo, il padre di famiglia, diviene sempre più spesso la parte lesa. Lesa in quanto deve badare al sostentamento dell’ex famiglia, lesa perché deve riuscire a pensare anche alla propria sussistenza e lesa perché sarebbe utopico pensare di riuscire a risparmiare qualcosa: già tanto se arriva a fine mese. "Prendete la vita con leggerezza: leggerezza non è superficialità ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore", così diceva Italo Calvino e così riesce a fare Verdone, trattando un tema delicato e riuscendo a farlo (senza per questo sminuirlo) in maniera ironica ma elegante, suscitando ilarità e al contempo riflessione. Sì, perché i protagonisti sono “umani, troppo umani” (per dirla alla Nietzsche): casinisti, codardi, simpatici, infedeli, sarcastici. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. E chi riesce a non farsi travolgere da questa commedia ai tempi della crisi: dal commuoversi al ridere. Questo anche grazie a una notevole Micaela Ramazzotti, sempre in un ruolo sbadato (l’avevamo già vista ne La prima cosa bella)  ma stavolta nei panni di una cardiologa alquanto…originale. E così Verdone divide questa sorta di piece teatrale in due atti: il primo è condotto dal filo dell’amicizia maschile con tanto di sfondo romano e il secondo vede ciascuno dei tre protagonisti in quanto padri, scena finale nella ville Lumière. Che dire: posti in piedi al cinema, i restanti sono tutti occupati!

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Solo nel primo fine settimana di programmazione il film ha incassato più di tre milioni di euro

 
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