- Fantascienza, Recensioni

Dark Star

dark star locandinaTitolo originale: Dark Star

Regia: John Carpenter

Sceneggiatura: John Carpenter, Dan O’Bannon

Cast: Dan O’Bannon, Dre Pahich, Brian Narelle

Musiche: John Carpenter

Produzione: USA 1974

Genere: Fantascienza

Durata: 84 minuti

Trailer

astronave dark star  equipaggio dark star  alieno pallone gonfiato dark star

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastella

Sceneggiatura: stellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

XXII secolo. L’astronave Dark Star è in missione intergalattica: la priorità è quella di “sanare” l’universo conosciuto liberandolo da pianeti instabili e dunque potenzialmente pericolosi. L’equipaggio, annoiato dai tanti tempi morti, si dà a scherzi e dialoghi surreali. Una delle bombe di cui è in possesso gioca un tiro mancino.

Recensione

Un appena ventiquattrenne John Carpenter firma con scanzonata ironia e irriverenza una pellicola che di fatto segna il suo esordio sul palcoscenico cinematografico. Sottilmente mefitico quanto cialtronesco, il film sembra uscito direttamente da un laboratorio sperimentale, progettato per partorire soluzioni circensi da adattare a un genere, la fantascienza, che il regista proprio non vuole prendere sul serio.

Ne deriva un buffonesco caleidoscopio di ispirazioni al limite del carnevalesco, con burle latenti e citazioni ridondanti mascherate da un velo di ceralacca autoriale. I protagonisti di questo assurdo viaggio spaziale sono personaggi stralunati, trapiantati dalla rilevante parentesi sessantottina riflessa nelle capigliature folte cosiccome nei barbuti volti e negli occhi persi nel dormiveglia esistenziale.

Carpenter costruisce un plot anomalo, dichiaratamente parodistico ma non altrettanto chiaro nei rimandi: il sottotesto paradossale e l’apparato visivo suggerirebbero riferimenti al capolavoro di Kubrick 2001: Odissea nello spazio, tuttavia è solo nel conflittuale rapporto fra uomo e intelligenza artificiale che se ne trovano frammenti.

Il giovane cineasta, nel cogliere la responsabilità di una missione pionieristica, sbeffeggia l’eroismo invocato dal medium, contestando il colonialismo e l’aspirazione alla conquista. Non è un caso che il gruppo di maturi adolescenti venga descritto come una marmaglia di hyppies annoiati e svampiti che ne combinano una dietro l’altra.

Fuor di dubbio che, al di là della voluta frivolezza nel trattare il tema dell’esplorazione e del rischio a essa legato, è l’impianto fotografico a dettare gli spunti per una critica tutt’altro che banale. Un forte imprinting visivo strizza l’occhio alla pop art di Andy Warhol, confacente alle regole del grottesco definito nelle sue nobili accezioni.

L’artigianalità del film, in parte sottomessa alla coercizione di un budget davvero irrisorio (appena 60.000 dollari), punta allora a un minimalismo furbesco atto a sfruttare la gag occasionale e la visione d’insieme di una serie di mirabolanti imprevisti (da vedere la sequenza dell’ascensore) uniti a freddure sconcertanti (l’alieno ritenuto un “pallone gonfiato”, cosa che è nel vero senso della parola).

La parodia pura aderisce alla rilettura farsesca dei concept espressi dalla letteratura di Asimov, ma è nell’evidente inappropriatezza dell’uomo al cospetto dell’incommensurabile che Carpenter fonda le proprie riflessioni soggiacenti: l’uomo lotta per la sopravvivenza contro una tecnologia che non riesce a gestire. Figurarsi allora mettere piede sulla Luna. Sarà stato vero?

Dark Star incarna i dubbi di un regista contestatore, coraggioso nell’approccio ardito a una Settima Arte ricolma di codici da valutare e filosofie da percorrere.

Curiosità

scena dark star

 

Inizialmente, il film doveva durare soltanto 45 minuti comprendendo un girato in 16 mm, ma per volontà di John Landis si poté estendere la durata utilizzando una pellicola 35 mm. Divenne cult solo dopo la distribuzione in videocassetta.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
Leggi tutti gli articoli di Samuele Pasquino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *