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District 9

district 9 posterTitolo originale: District 9

Regia: Neill Blomkamp

Sceneggiatura: Neill Blomkamp, Terri Tatchell

Cast: Sharlto Copley, David James, Vanessa Haywood

Musiche: Clinton Shorter

Produzione: USA 2009

Genere: Fantascienza

Durata: 112 minuti

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sharlto copley district 9  contatto alieno johannesburg  sharlto copley

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Negli anni ‘80 arriva sulla Terra una nave spaziale, che si ferma nel cielo di Johannesburg. Gli uomini si mobilitano e mandano esploratori all’interno, dove trovano più di un milione di creature denutrite e in cattive condizioni. Vicino alla città, che rifiuta l’integrazione con i nuovi arrivati, viene creato il Distretto 9, entro il quale vengono confinati gli esseri extraterrestri.

Dopo vent’anni, l’uomo ha deciso di sfrattarli dal loro spazio per rinchiuderli in un campo militarizzato. Wikus Van De Merwe (Sharlto Copley) viene incaricato di condurre le operazioni, ma il contatto con un fluido misterioso rischia di farlo diventare un alieno.

A sua volta emarginato e torturato per esperimenti bellici, Wikus riesce a scappare e si rifugia proprio al Distretto 9, dove comincerà a comprendere davvero il grave disagio dei suoi occupanti.

Recensione

Il curioso film di Neill Blomkamp non è, almeno all’inizio, di facile ricezione, e rischia subito di essere considerato un prodotto più scadente che strano. Ebbene, a una critica attenta, esso risulta tutt’altro e reca in sé un potere che va compreso in ogni suo aspetto.

Blomkamp compie una sintesi registica che fonde soluzioni tecniche moderne e svariate innovazioni. Il prologo è costituito chiaramente da un introduzione precisa, una spiegazione esauriente di come si sono svolti i fatti fino a quel momento, per poi aprire una finestra ampia sugli accadimenti immediati.

Si narra quindi la storia dell’arrivo dell’astronave, le dinamiche attraverso le quali il famigerato distretto è stato costruito, le origini del confino e le difficoltà della situazione presentata. Con le dovute premesse, Blomkamp accende di fatto le cineprese effettuando un montaggio giornalistico che mette in campo personaggi sociali di rilievo quali psicologi, cronisti e funzionari di Stato.

Tutti loro giungono a dialogare frontalmente con la cinepresa, modalità che mira al clichè mediatico dell’intervista. Sembra in un primo momento di assistere a un documentario parlato, in cui i monologhi si intrecciano con le immagini di reportage e le cronache esaltano la drammaticità della visita aliena. L’opzione dapprima ambigua, però, funziona e permette al film di decollare quasi subito.

Le inquadrature si susseguono sfuggendo a qualunque sorta di fissità. Blomkamp effettua numerosi movimenti di macchina che saggiano le potenzialità della storia, elevando la vicenda a fatto irreale ma concettualmente credibile e quindi estremamente verosimile.

Il messaggio appare chiaro: si tratta di un racconto cinematografico il cui centro viene costituito da un atteggiamento sociale abietto e riprovevole, l’intolleranza. Non è un caso, infatti, che Blomkamp scelga quella che per anni è stata la capitale dell’apartheid, Johannesburg.

Già dall’ambientazione si comprende l’importanza della messa in scena, la fatiscenza del Distretto 9, cumulo di baracche e lamiere in mezzo ai rifiuti. Questa visione rinvigorisce il concetto percettibile di decadenza dei valori umani.

L’emarginazione scaturisce dall’odio razziale, e sebbene esso venga più gravemente esteso a creature lontane a noi per modo di pensare e condotta, la natura di tale intolleranza rimane invariabilmente sconvolgente. Il regista, sempre per effetto di un montaggio frenetico ma efficace, vuole colpire la sensibilità dello spettatore.

La veemente reazione dell’uomo al tentativo di integrazione degli alieni non va assolutamente giustificata ma soltanto denunciata aspramente. Il protagonista Wikus agisce inizialmente al pari di ogni altro, lasciandosi andare ad atti di cinismo e crudeltà inauditi, nascosti sotto un velo di candido approccio.

Quel che compiono i militari coincide con un massacro, manifestazione di una violenza inconcepibile. Wikus, però, finisce col condividere il drammatico status degli ospiti a causa di un incidente che provoca in lui mutazioni in grado di farlo diventare uno di loro in breve tempo. In lui aumenta la consapevolezza dell’orrore e della vergogna, grava inoltre il peso di un confino operato da colleghi, suocero e moglie, che lo accusano di unione ambigua con gli esseri extraterrestri.

In una cornice strutturale che fonde filmico e profilmico, si intrecciano vicende commisurate al dolore presente in seno alla società nata proprio nel Distretto 9, in cui l’essere è destinato alla tristezza e all’allontanamento. E’ un film emozionante che riserva sequenze spettacolari ma crude, ponendo l’accento sull’avidità dell’uomo e sulla sua pulsione a distruggere e a ricercare nel fragore di un’arma il motivo di onnipotenza terrena, miserevolmente un’illusione.

Il sentimento trova la sua giusta collocazione e prende piede con l’amicizia da interpretare fra Wikus (interpretato da uno Sharlto Copley che primeggia su un cast senza nomi eccellenti) e un alieno che ha studiato l’uomo e ha cercato di comunicare con esso. Con il crescendo del ritmo si intensificano gli effetti speciali, promossi a pieni voti da Peter Jackson.

Il messaggio sociale porta a un finale poetico che convince critica e pubblico.

Curiosità

alive in joburg cortometraggio

Alla base della pellicola c’è un cortometraggio intitolato Alive in Joburg, diretto nel 2005 sempre da Blomkamp.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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