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Django

django locandinaTitolo originale: Django

Regia: Sergio Corbucci

Sceneggiatura: Sergio e Bruno Corbucci

Cast: Franco Nero, Loredana Nusciak, José Badalo

Musiche: Luis Enriquez Bacalov

Produzione: Italia 1966

Genere: Western

Durata: 93 minuti

Trailer

franco nero è django  loredana nusciak e franco nero django  maggiore jackson

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Il pistolero Django (Franco Nero) vaga per le terre del West in cerca del maggiore Jackson (Eduardo Fajardo), un sudista fanatico che gli ha ucciso la moglie. Trascinandosi dietro una misteriosa bara, l’uomo matura la propria vendetta intervenendo nelle schermaglie sanguinose fra i cappucci rossi e i rivoluzionari messicani, servendosi dei secondi per attuare il suo piano.

Recensione

Agile corsaro sulla scia di ben tre distinti generi, Sergio Corbucci alterna altrettanti stili nella trattazione di storie che sono ritratti di un cinema italiano in continua evoluzione, in un perpetrarsi di antologie estemporanee che abbandonano il grezzo in favore della piena raffinazione.

Dopo la commedia e il peplum mitologico è la volta del western, con i suoi ormai consolidati clichés e l’efficacia visiva conferitagli dall’esperienza dirompente imposta da Sergio Leone con la mitica “trilogia del dollaro”.

Corbucci realizza Django, pellicola interamente sostenuta dall’effetto – presenza dell’omonimo eroe impavido, ricalcando le orme di quel trittico contemporaneo agendo quasi per parallelismi, mettendo in piedi linearità e dinamismi appartenenti alla logica della vendetta serbata e successivamente manifestata.

La mappatura narrativa, tutt’altro che intricata e piuttosto fondata sulle gesta del giustiziere apparentemente schivo e imperturbabile, ha i suoi topoi rappresentati dal parco figure cui fa capo il protagonista, interpretato da Franco Nero, accolito ideale del predecessore Clint Eastwood.

Quello di Corbucci risulta uno spaghetti western infarcito di classicismi strutturali molto ben riprodotti, a partire dall’ambientazione, configurata entro una dimensione fotografica sottomessa al pathos e allo sviluppo delle scene.

Lo sfondo inscrive una serie di personaggi ormai riconosciuti nel panorama in questione e in simbiosi con il paesaggio circostante quanto con gli elementi costituenti la prassi scenografica: l’oste vigliacco, la prostituta ribelle, il leader cinico e spietato e gli untuosi rivoluzionari permeano la vicenda come farebbero dei characters letterari, ingranaggi fondamentali di un meccanismo funzionale e omogeneo.

I pochi memorabilia, fatti di sequenze più o meno verosimili, atmosfere intriganti e rese dei conti, rendono Django un prezioso canovaccio ricco di simbolismi e fascinazioni, e la cui portata d’azione, sprigionata dalla semplice immagine ingannevole  e potente di una bara, riserva sorprese e metafore da cogliere.

Curiosità

django reinhardt

 

Sergio Corbucci ha scelto il titolo del film omaggiando il chitarrista jazz Django Reinhardt, di cui era grande ammiratore.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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