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E ora parliamo di Kevin

e ora parliamo di kevin locandinaTitolo originale: We need to talk about Kevin

Regia: Lynn Ramsey

Cast: Tilda Swinton, John C. Reilly, Ezra Miller

Produzione: USA, Gran Bretagna 2011

Genere: Drammatico

Durata: 11o minuti

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Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Eva (Tilda Swinton) mette da parte sogni e carriera quando rimane incinta. La nascita di Kevin (Ezra Miller) è però una benedizione soltanto per il marito Franklin (John C. Reilly): il bambino riserva nei confronti della madre un atteggiamento ostico e ribelle nonchè meschino. Crescendo, il ragazzo matura un comportamento sempre più introverso e aggressivo finchè, alle soglie del suo sedicesimo compleanno, Kevin compie una strage nel proprio liceo dopo aver trucidato il padre e la sorellina. Eva si ritrova sola, annegata nel senso di colpa e presa di mira dai genitori delle vittime mietute da suo figlio.

Recensione

La cronaca nera è ormai tristemente piena di fatti abominevoli i cui fatali protagonisti, spesso adolescenti di buona famiglia, decidono di dare sfogo a istinti repressi e rabbia a lungo sedata traducendosi in lucidi assassini. Succede in America, dove le statistiche purtroppo parlano chiaro, e succede – pur senza i grandi numeri del Nuovo Continente aperto alla liberalizzazione delle armi da fuoco – nel pazzo mondo dei dissesti umani.

Lionel Shriver ha raccontato nel suo Dobbiamo parlare di Kevin una prospettiva inedita, quella di una madre che subisce la vergogna di un figlio omicida; Linne Ramsay, regista, sceneggiatrice e produttrice, ha convertito il libro in un film ad altissima capacità di sgomento e orrore, costernazione e alienazione inclusi, tuttavia, in un’elegante estetica di cui s’intuisce immediatamente il gusto femminile.

In …E ora parliamo di Kevin il punto di vista è quello dell’algida Eva, esile donna che mette al mondo un figlio carnefice, nemico di se stesso, della propria famiglia cosiccome della propria ambigua esistenza. L’allegoria che alza il sipario sulla macabra vicenda trasmette già quel livore allusivo in grado di svelare tutte le antitesi di una parabola di lacrime e sangue, due liquidi la cui miscela è un concentrato di dolore che Eva si ritrova sulle mani, sulle pareti di casa e sulla macchina, qualcosa che, pur lavato via, non scompare ma anzi ritorna macchiando le inquadrature e un narrato di angosciosa solitudine.

Le fasi della crescita di Kevin vengono descritte dalla Ramsay come delle stazioni di sofferenza, una Via Crucis che piega la protagonista a un destino di tremenda capitolazione pronto a toglierle tutto, un quadretto famigliare che poteva essere un Paradiso ma senza il più grande peccato, Kevin stesso, la mela raccolta dall’albero, la tentazione del serpente, la perdizione.

La pellicola, fredda e spiazzante, invita inevitabilmente a ricordare il massacro della Columbine High School del 1999 chiamando in causa valori messi sulla graticola, educazione, disciplina, ortodossia dell’egida genitoriale. La fiaba nera si conclude con una dissolvenza in bianco, ma non è che la chiusura di un capitolo cui seguono altri episodi al di qua e al di là di una quotidianità spesso trascurata dall’interesse della celluloide.

Curiosità

tilda swintonPer questa interpretazione, Tilda Swinton è stata nominata ai Golden Globe nella categoria Miglior attrice in un film drammatico.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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