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True Love

Scritto da Samuele Pasquino   
Giovedì 09 Maggio 2013 14:58

true loveTitolo originale: True Love

Regia: Enrico Clerico Nasino

Cast: Ellen Hollman, John Brotherton, Gabriel Myers

Musiche: Andrea Bonini

Produzione: Italia, USA 2012true love1

Genere: Fantascienza

Durata: 100 minuti

Trailer

 

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura: true love3

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Jack (John Brotherton) e Kate (Ellen Hollman) sono felicemente sposati e conducono un’esistenza serena, finché un giorno si risvegliano in stanze separate e all’interno di una strana struttura. Isolati, soli e rinchiusi, si vedono costretti a rispondere a continue domande sul loro rapporto e a guardare filmati relativi alla loro vita di coppia, filmati che svelano segreti celati per troppo tempo e violentemente portati alla luce. Segreti che rischiano di distruggere la fiducia e l’amore che provano l’uno per l’altra.

Recensione

L’amore è verità”. Tutto ruota intorno a questa affermazione, ripetuta da una voce fuoricampo dal timbro gelidamente robotico alla fine di ogni istruzione verbale. Se fossimo al cospetto di un documentario incentrato sulla filosofia sentimentale, le due parole acquisirebbero un significato scontato, ma nel film scritto e prodotto da Fabio Guaglione & Fabio Resinaro tale frase assume il valore di un assunto universale che abbaglia e percuote come una Supernova nello spazio profondo. L’affiatata coppia professionale di giovani produttori imbastisce una sceneggiatura da thriller maturo inscrivendone l’essenza in un’escatologia fantascientifica sorprendente e pienamente compatibile con la totalità della messa in scena. Cotanto ardimento, non certo privo di rischio, è premiato da un risultato sbalorditivo per quanto efficace, emozionante e penetrante si offra al pubblico più eterogeneo ed esigente. Per essere una creatura cinematografica low-budget, la pellicola dei due italiani si palesa sensazionale, coraggiosa e ammantata di un fascino da noir tecnologico d’altri tempi, al passo con le dinamiche del grande schermo e sprezzante di qualunque timore derivante dall’ovvia inesperienza giovanile. Guaglione e Resinaro, con l’ausilio di un regista lucido e freddo come Enrico Nasino, posano la loro scatola nera, vi avvicinano un sinuoso vaso di pandora e danno origine a un plot esistenziale che affonda radici nell’indagine psicologica e nell’emotività più recondita e istintiva dell’essere umano, senza tuttavia mai perdere di vista l’obiettivo, la riflessione su un sodalizio d’amore catapultato in un viaggio logorante ma probante. Al fine di pervenire all’originalità, la scrittura e la narrazione percorrono preventivamente la strada dell’imitazione e del tributo, strizzando l’occhio alle grandi produzioni hollywoodiane, solide sicurezze per lo spettatore in sala uniformato al modernismo visivo. Un coacervo di misure costrittive, metriche equilibranti e vorticosi ma stabili movimenti di macchina confluisce verso la perentoria voglia di risposta, incarnata in un “” e in un “no”. I due protagonisti, chiusi in una stanza fredda e spoglia che nasconde pericolose insìdie, ricordano non soltanto gli sfortunati individui del film Cube (Vincenzo Natali, 1997), ma anche i peccatori da redimere nell’agghiacciante Saw – L’enigmista (James Wan, 2004). I punti d’osservazione, affidati principalmente all’occhio della telecamera, coincidono con i vettori indiscreti del reality show, manifesti e dichiarati nell’allegorico The Truman Show (Peter Weir, 1998). Guaglione e Resinaro colgono anche l’occasione per un rimando, non immediatissimo, a L’uomo che cadde sulla Terra (Nicholas Roeg, 1976), instillando una sete atavica che, al di là dei bicchieri d’acqua, punta ad avere risposte e a sciogliere quesiti, proprio come il personaggio allora interpretato dall’eclettico David Bowie. True Love mira alle congiunture formali dall’eleganza claustrofobica, arriva persino a commuovere per l’intensità con la quale i due attori protagonisti, Ellen Hollman e John Brotherton, riescono a far propria la disperazione di una situazione condivisa, di una molteplicità di ripensamenti, rimorsi e angosce tanto forti, quasi insostenibili, specialmente in uno stato di detenzione obbligata. Una co-produzione Italia-USA perfettamente sincronica, ma i produttori tengono a ribadirlo: “Questo film, attori a parte, è davvero tutto italiano”. Orgoglio e bravura, dunque, viaggiano all’unisono.

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Ellen Hollman è apparsa nella famosa serie tv Spartacus

 
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