- Horror, Recensioni

Frankenstein’s Army

frankenstein's army locandinaTitolo originale: Frankenstein’s Army

Regia: Richard Raaphorst

Sceneggiatura: Chris W. Mitchell, Miguel Tejada-Flores

Cast: Robert Gwilym, Hon Ping Tang, Alexander Terentyev, Luke Newberry

Musiche: Reyn Ouwehand

Produzione: Paesi Bassi, USA, Repubblica Ceca

Genere: Horror

Durata: 84 minuti

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Regia: stellastella

Interpretazione: stellastella

Sceneggiatura: stellastella

Musica: stella

Giudizio: stellastella

 

Trama

Seconda Guerra Mondiale. In perlustrazione nella Germania ormai allo sbando, un gruppo di soldati sovietici si imbatte in un laboratorio nazista dove un folle scienziato sta lavorando a un progetto segreto, mirato a formare un’armata di creature assemblate con parti anatomiche di esseri umani e congegni meccanici.

Recensione

A metà fra Wolfenstein e Doom, una pellicola girata come un videogioco in stile found footage, genere che ormai pare inflazionato, facile da sostenere tecnicamente e finanziariamente. Frankenstein’s Army, tuttavia, osa alzare un po’ il livello del budget, investendolo in dispiego di mezzi artigianali a scapito della sopravanzante moda dell’effetto speciale.

Il nazi-horror di Richard Raaphorst, nella doppia veste di regista e co-ideatore del soggetto, ci presenta una Germania rurale senza più anima, distrutta ma ancora capace di riporre il proprio residuo spirito mefitico nelle viscere di una flebile speranza di vittoria. Qui entra in scena la follia più oscura del Reich, contrapposta alla crescente ferocia della squadra in esplorazione e in balia di ibridi soldati privi di coscienza, frutto della disperata lotta contro l’inevitabile.

Raaphorst rincara la dose di budella al vento, corpi smembrati, salme bruciate e menomazioni, il tutto testimoniato nella finzione dalla cinepresa di un reporter sovietico. Sovente la stessa cinepresa passa di mano, cambia angolazione, cade e si risolleva offrendo tanti punti di vista ma un unico tremendo scenario che puzza di atrocità.

Angoscia e claustrofobia rappresentano le costanti di un film fondamentalmente povero di idee, legato a un cinema che ha fatto epoca ma non c’è più, sebbene talvolta venga rivalutato e riportato provvisoriamente in auge. Storia e orrore in un’opera in celluloide che si ispira volgarmente al mito di Viktor Frankenstein, incline alla strage e all’assenza di un impossibile lieto fine.

Curiosità

scienziato frankenstein's army

Lo scienziato tedesco si chiama proprio come il celebre protagonista del romanzo di Mary Shelley, Viktor.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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