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Frozen

frozen locandinaTitolo originale: Frozen

Regia e sceneggiatura: Adam Green

Cast: Emma Bell, Shawn Ashmore, Kevin Zegers

Musiche: Andy Garfield

Produzione: USA 2010

Genere: Drammatico

Durata: 93 minuti

m2 pictures logo   Trailer

frozen 2010 protagonisti  frozen lupo  frozen emma bell

 

Regia: stellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

A causa di un’incomprensione con l’addetto alle piste, tre giovani in vacanza in montagna rimangono bloccati sulla seggiovia sospesa a più di venti metri d’altezza. In balia del freddo, dimenticati da tutti e con la prospettiva di rimanere soli per cinque giorni, i ragazzi dovranno trovare il modo di sopravvivere.

Recensione

Una risata diviene pianto, una vacanza si trasforma in incubo: in più occasioni il cinema ha voluto stravolgere la tranquillità annegandola nell’horror imponderabile, uno spettacolo orrendo ai limiti del verosimile. Adam Green, a dispetto della sua relativa inesperienza, costruisce invece un dramma che infierisce con tocchi marcati di realismo coinvolgendo caratteri pregni di un’immaturità palese, puerilità tipica del teenager scanzonato.

Creando una situazione basata sull’incoscienza e l’errore umano, il regista mira a una logica permeata dall’effetto domino e dall’inevitabilità del destino, evitando dispersioni inutili e usufruendo dell’intelligenza visiva esule da facili effetti speciali. Il realismo corrisponde al vero incubo, una dimensione in cui il fattore ambientale gioca un ruolo assoluto e condizionante, in accordo alle dinamiche mentali dell’individuo sospeso fra terra e cielo, rovina e salvezza, coraggio e paura.

Nel pieno di una dicotomia plurima, i tre protagonisti si ritrovano dapprima in un contesto allegro, in un clima di divertimento che aiuta lo spettatore a inquadrarli; segue alla configurazione dell’io l’atteggiamento di fronte al pericolo e lo sconforto psichico che svilisce il soggetto messo alla prova.

Appare a tal proposito simbolica la disquisizione dei ragazzi riguardo all’opinione sul peggior modo di morire, un forte presagio: c’è chi cita Lo squalo di Spielberg e chi, invece, si attiene a un fatto reale come l’attentato alle Torri Gemelle in riferimento al fuoco e al suo modo di uccidere.

Metacinema e attualità a confronto risultano un’efficace premessa alla vicenda. L’intero film si svolge “on location” in alta montagna, un ambiente che, nonostante la sua sconfinata apertura, è in grado di infondere una raggelante sensazione caustrofobica che disorienta e induce al panico.

La seggiovia (e tutto ciò che prende vita sotto di essa) rappresenta il teatro di una preannunciata tragedia vissuta a livello mentale e fisico da un trittico di personaggi stereotipati: abbiamo il finto maturo Dan, la sensibile fidanzata Parker e l’amico simpatico e piacione Lynch, quindi un gruppo più omogeneo che variegato nella sua complessità.

Green non si fa trascinare nel vortice dell’insano splatter ma si prodiga nel curare inquadrature, agganci narrativi e risoluzioni viste come possibilità piuttosto che come realizzazioni vere e proprie. La pellicola ne guadagna distinguendosi piacevolmente dal filone catastrofico contraddistinto da sangue ed esaltazione del macabro, interagendo indirettamente con il pubblico solleticando curiosità e stimolando in maniera veemente ed effimera l’istinto di sopravvivenza intrinseco nell’essere umano.

Passi l’interpretazione approssimativa e qualche incongruenza, il film certamente funziona.

Curiosità

frozen stazione sciistica

Le riprese si sono svolte interamente sulle montagne dello Utah.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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