- Giallo

La ragazza che sapeva troppo (1963)

la ragazza che sapeva troppo locandinaTitolo originale: La ragazza che sapeva troppo

Regia: Mario Bava

Sceneggiatura: Ennio De Concini, Sergio Corbucci, Eliana De Sabata

Cast: Leticia Romàn, John Saxon, Valentina Cortese

Musiche: Roberto Nicolosi

Produzione: Italia 1963

Genere: Giallo

Durata: 92 minuti

 

 

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Regia: stellastellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

La giovane americana Nora Davis (Leticia Roman) vola per una vacanza a Roma, ospitata nella casa di un’anziana signora. Suo malgrado, sarà protagonista di una serie di eventi che trasformeranno il suo soggiorno italiano in un incubo: la donna di cui è ospite morirà quella stessa notte a causa di un malore, poco dopo subirà uno scippo e sarà testimone di un omicidio sulla scalinata di Trinità dei Monti.

Soccorsa e risvegliatasi in ospedale, non verrà creduta da nessuno, tranne che da Marcello Bassi (John Saxon), il medico dell’anziana donna defunta. Con alle spalle un bagaglio di letture di romanzi gialli che spaziano da Agatha Christie a Mickey Spillane, decide di far luce da sola sul delitto di quella notte.

Recensione

L’ultimo film in bianco e nero di Mario Bava pone le basi del giallo all’italiana scrivendone regole e utilizzando espedienti che, nei due decenni successivi, saranno ripresi da diversi registi tra cui Dario Argento. Il titolo, La ragazza che sapeva troppo, risuona nella mente come un chiaro riferimento hitchcockiano, ma non è il solo.

Leticia Romàn, l’interprete di Nora Davis, si ritrova coinvolta in modo improvviso e del tutto casuale in un evento che stravolge il suo candore di ventenne spensierata, facendola precipitare in una spirale di terrore sempre più gravosa. Allo stesso modo il povero James Stewart ne L’uomo che sapeva troppo del 1956 (ma non solo in quel film, è bene ricordarlo) sarà coinvolto in una situazione limite dalla cui decisione ultima dipende la sua vita.

Dopo questo breve ma importante parallelismo, torniamo a Bava e al suo genio. Collabora alla sceneggiatura insieme a De Concini, Corbucci e De Sabata, aiutato anche da Mino Guerrini e Franco Prosperi, ma non è la trama in sé a rendere un cult movie La ragazza che sapeva troppo (per quanto è innegabile che alcune trovate narrative siano state provvidenziali), ma il lato tecnico e visivo di una lungimiranza e modernità comprovate negli anni e ancora oggi capace di stupire.

In un suggestivo e lugubre gioco di luce, Bava dona alla città eterna un lato oscuro e insidioso attraverso cui si delinea il lato thriller della storia contrapposto alle scene diurne di una Roma assolata, spettatrice della love story ironica e alquanto bizzarra tra Nora e Marcello.

L’atmosfera ambigua creata dal felice connubio tra regia e fotografia è la vera protagonista del film: sopperisce a una prova attoriale della Romàn e John Saxon non proprio felice né all’altezza del pàthos di una trama da romanzo giallo, rievocato anche dalla voce fuori campo che accompagna i pensieri di Nora quasi fossero le parole di un romanziere.

Nel cast è Valentina Cortese che svetta in un indimenticabile ruolo oscillante tra realismo e follia, ignara che la sua Laura Craven-Torrani avrebbe fatto parte di un sistema in via di sviluppo che avrebbe contribuito a rendere grande il cinema di genere italiano nel mondo.

Il film, forse conosciuto più dai veri cultori del giallo che dal semplice cinefilo dell’ultima ora, è senza dubbio imprescindibile, un mix di suspense, horror e thriller con un pizzico di ironia che stempera gradevolmente la tensione accumulatasi in molte scene.

Senza La ragazza che sapeva troppo, l’esordio alla regia di Dario Argento con L’uccello dalle piume di cristallo (1970) non sarebbe stato, probabilmente, folgorante come invece si rivelò all’epoca. In verità, va detto che senza Mario Bava il cinema horror italiano non sarebbe stato altrettanto imitato e ispiratore ancora ai giorni nostri.

Curiosità

scena la ragazza che sapeva troppo

 

Mario Bava compare, non accreditato, nel piccolo ruolo dello zio Augusto.

Tiziana Panettieri

Tiziana Panettieri

Sono laureata in Lettere Moderne alla triennale e in Comunicazione della Cultura e dello Spettacolo alla magistrale all'Università degli Studi di Catania. Entrambe le mie tesi di laurea hanno riguardato il rapporto tra cinema e storia, in particolare alla magistrale ho unito la mia passione per il cinema horror con la storia trattando il film The Witch di Robert Eggers e la stregoneria in America nel '600.
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