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Gli amici del Bar Margherita

gli amici del bar margherita locandinaTitolo originale: Gli amici del Bar Margherita

Regia e sceneggiatura: Pupi Avati

Cast: Diego Abatantuono, Luigi Lo Cascio, Neri Marcorè

Musiche: Lucio Dalla

Produzione: Italia 2009

Genere: Commedia

Durata: 90 minuti

raicinema logo   Trailer

fabio de luigi e neri marcorè  luigi lo cascio e diego abatantuono  bar margherita foto di gruppo

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Nella Bologna degli anni ‘50, un ragazzo soprannominato “Coso” segue da vicino le avventure del gruppo che frequenta il famoso Bar Margherita, sperando un giorno di farne parte. Conosce quindi Al (Diego Abatantuono), seduttore incallito e giocatore di biliardo, Bep (Nerì Marcorè), timido e impacciato, Manuelo (Luigi Lo Cascio), che commercia auto rubate, e Gian (Fabio De Luigi), che sogna di cantare al Festival di Sanremo.

Recensione

Pupi Avati si carica di nostalgica saggezza per descrivere la Bologna degli anni ‘50, proiettandosi nella propria giovinezza e individuando nel timido Taddeo un osservatore attento e sognatore.

In un periodo nel quale echeggiavano frivolezze e divertimenti semplici, Avati colloca un po’ la sua storia, affidando all’incipit la legge di una quotidianità senza prolisse elaborazioni ma con curiose circostanze, elementi presenti in una lettura di un libro mastro in cui un ragazzo espone le regole di un bar estremamente variegato.

Le parole scandite dalla sua voce puerile, marcata da un accento pesantemente emiliano e proprio per questo motivo caratterizzante, assumono una valenza da favola moderna e genuina, nella quale personaggi strani e fanciulle pittoresche la fanno da padroni. Per ognuno di essi un grande del cinema italiano: Abatantuono, Lo Cascio, De Luigi, Cavina sono solo alcuni nomi da annoverare nelle fila degli interpreti perfetti.

L’occasione per Avati è ghiotta, tale da avvalersi di una cinepresa narrativamente inserita che scruta i componenti del bar. Le ambientazioni denotano una precisione scenica notevole che infonde importanza e rilevanza a un contesto di per sè già abbastanza edulcorato, in cui commedia e dramma si fondono in realtà amara e folle.

Le particolarità enfatizzate da Avati creano una serie di situazioni piuttosto surreali, quasi da teatro dell’assurdo nel quale ogni cosa, però, trova una sua spiegazione e un proprio motivo di sussistenza. Oggi accade un po’ ovunque, poichè il concetto di bar o caffetteria assume delle forme sempre diverse ma con dei caratteri ben determinati e costanti, tali da rendere il luogo un saldo punto di aggregazione, di generazione di amicizie a breve o a lungo termine.

E’ così che l’innocenza, l’esperienza e la leggerezza si uniscono a costituire un panorama di giocosi aneddoti fiabeschi in chiave contemporanea, tesi a impartire lievi lezioni di morale contrapposti alle meschinità e all’effimera inclinazione allo scherzo frivolo.

Colpisce sicuramente l’essenzialità di un racconto senza eccessive pretese, all’infuori di quella di intrattenere e divertire, riservando uno spazio per comprendere e riflettere sulla condizione dell’uomo che si confronta con un gruppo e che in esso stesso trova la sua ragione di esistere.

Avati indaga sull’animo umano che percepisce la vita come un insieme di sogni, illusioni e constatazioni. La sua visione delle cose si esprime infine in un buonismo sincero e necessario.

Curiosità

de luigi e avati

Pupi Avati ha scelto Cuneo per tutte le riprese esterne, su consiglio di Nello Streri ch’era allora vicesindaco e assessore alla Cultura della città.

Immagini: Copyright © 01Distribution

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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