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Green Book

green book locandinaTitolo originale: Green Book

Regia: Peter Farrelly

Sceneggiatura: Nick Vallelonga, Brian Hayes Currie, Peter Farrelly

Cast: Viggo Mortensen, Mahershala Ali, Linda Cardellini

Musiche: Kris Bowers

Produzione: USA 2018

Genere: Drammatico

Durata: 130 minuti

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Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

È il 1962 e il buttafuori italoamericano Tony Vallelonga (Viggo Mortensen) si mette in cerca di un nuovo impiego a causa della temporanea chiusura del locale in cui lavora. Viene così assunto come autista da Don Shirley (Mahershala Ali), raffinato pianista di colore impegnato in un tour di concerti negli Stati Uniti. Nel corso dei successivi due mesi, i modi spicci di Tony e la sensibilità di Don sfociano in un’inattesa amicizia in grado di superare momenti di difficoltà e l’ostilità di un paese ancora profondamente razzista.

Recensione

Green Book ricorda nitidamente il classicissimo A spasso con Daisy di Bruce Beresford, condotto al successo da Morgan Freeman e Jessica Tandy. Se non fosse che in questo caso i ruoli sono completamente invertiti: l’uomo di colore è il datore di lavoro, il bianco l’autista; il primo tutt’altro che scorbutico e acido, il secondo niente di più lontano da una figura dimessa e accondiscendente qual era invece il buon Hoke Colburn.

Anziché attingere a un’opera teatrale, Peter Farrelly si ispira a una storia genuinamente vera rimanendo ancorato alla fedeltà del racconto. Questo grazie a Nick Vallelonga, figlio di Frank Anthony e co-sceneggiatore del film oltre che produttore. Tra gli esecutivi spunta il nome di Octavia Spencer, l’attrice afroamericana salita alla ribalta con The Help e interprete di molte pellicole sulla discriminazione razziale, da Il momento di uccidere a Il diritto di contare passando da Prossima fermata Fruitvale Station.

Mortensen e Ali dispensano notevole bravura dando anima profonda a personaggi complessi, come complessa risulta essere l’identità sfuggevole di Don Shirley. Il dramma della segregazione rappresenta in realtà lo sfondo di un altro dramma, ben più grave, interiore più che sociale: l’impossibilità di trovare una chiara appartenenza a questa o quella cultura. Né bianco né nero, né schiavo né completamente libero. Chi sono? Qual è il mio posto nel mondo?

Le due domande divampano tragiche affiorando lentamente nel corso di un viaggio scandito da una perfetta simmetria instauratasi fra ironia e serietà tematica. Si va dunque ben al di là di un problema di emarginazione. La questione è il disagio, la questione è l’ansia, l’estraneità al collettivo che traspare dal volto del pianista, chiamato a confrontarsi con la nuova lettura di situazioni già vissute, attraverso la prospettiva dell’inconsapevole “filosofo popolare” Tony Vallelonga, instancabile oratore e divoratore di pollo fritto.

“Green Book”, ovvero guida turistica per afroamericani: più che un orientamento, una prigione en plein air dalle scelte obbligate. Pellicola che rimane impressa, che ispira riflessioni nel dialogo sensibile come pelle viva, recettiva al più flebile tocco. Vincitrice di tre Oscar, assegnati al miglior film, a Mahershala Ali e alla migliore sceneggiatura originale.

Curiosità

the negro motorist green-book

The Negro motorist Green-Book è il titolo completo della guida per gli afroamericani.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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