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I fratelli Sisters

i fratelli sisters posterTitolo originale: The Sisters brothers

Regia: Jacques Audiard

Cast: John C. Reilly, Joaquin Phoenix, Jake Gyllenhaal

Musiche: Alexandre Desplat

Produzione: USA, Francia, Belgio, Spagna 2018

Genere: Western

Durata: 122 minuti

universal logo   Trailer

i sisters a cavallo  joaquin phoenix e john c. reilly  riz ahmed e jake gyllenhaal

premio leone d'argento   Leone d’argento Miglior regia alla 75a Mostra del Cinema di Venezia

 

Regia: stellastellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastellastella

Sceneggiatura:  stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

La missione degli eccentrici fratelli Sisters, sicari al servizio di Commodore, è quella di uccidere un cercatore d’oro.

Recensione

Quando ci si trova con un fratello, una sorella o un parente c’è un certo senso di inesorabilità, la sensazione di essere ineluttabilmente legati” riflette l’attore John C. Reilly – “Il rapporto non è una scelta, è il destino ed è il sangue. Non puoi sfuggirgli, ma riuscirai a sopravvivergli?” Il film di Jacques Audiard affronta proprio il tema dei legami di sangue, ma questa volta nel vecchio West.

Una delle cose sulle quali si concentrava la sceneggiatura era l’ingegnosità umana” – ha dichiarato lo scenografo  Michel Barthélémy  – “la capacità dell’uomo di inventare”. Proprio tale abilità è la croce e la delizia del personaggio interpretato da Riz Ahmed, Hermann Kermith Warm.

Un cognome emblematico considerata la sua invenzione, una pozione che permette di individuare ed estrarre l’oro dal suolo senza fatica, una scoperta dalla portata rivoluzionaria, un mezzo che permetterà la ridistribuzione della ricchezza e utopisticamente cambiare le sorti del vecchio West. C’è soltanto un problema: siamo appunto nel vecchio West.

Abbiamo cercato di restare vicini alla realtà e se c’è un piccolo anacronismo è perché ci siamo presi delle libertà riguardo ai principi esistenti” – ha commentato ancora Barthélémy – “Talvolta bisogna attenersi a quello che c’era e tal altre bisogna liberarsi della ricostruzione pedissequa dell’esistente.

D’altra parte, è impossibile non accostare i sogni egualitari di Warm alle utopie del Marxismo. Anzi il riferimento è dichiarato. Si scontra tuttavia con la filosofia degli sciacalli, che regnano nell’America selvaggia e inconquistata dell’800.

In questa terra di donnacce e avventurieri i fratelli Sisters, Eli e Charlie (John C. Reilly e Joaquin Phoenix) si trovano a proprio agio. Lontani dall’idealismo di Warm, non hanno problemi a compiere l’ennesima missione affidata loro dallo spietato Commodore: rubare la pozione e uccidere l’inventore.

Però situazioni a metà tra il parodico e l’avventuroso complicano il viaggio dei fratelli Sisters. La farsa si mischia a momenti di riflessione, che culminano nell’incontro con Warm. L’idealismo puro e fuori tempo non solo ruba ai sicari il prezioso collaboratore John Morris (Jake Gyllenhaal), mette inoltre in crisi il disilluso pragmatismo di Eli e la sfrenata gioia di vivere di Charlie.

È un contatto che non si riesce a ignorare e che, sebbene inconsapevolmente, li muta nell’animo e nel fisico. Allo stesso modo la sua invenzione, che costituisce la porta per una facile ricchezza, ma allo stesso tempo per la distruzione.

Il romanzo di Patrick deWitt è solo il punto di partenza dell’indagine esistenziale di Audiard. Sebbene non disdegni la contaminazione tra i generi, l’obiettivo principale del regista francese è continuare sul sentiero tracciato dai film precedenti, come Il Profeta e Un sapore di Ruggine e Ossa. Suo marchio di fabbrica è senza dubbio la crudezza di alcuni momenti, mai però usata senza senso. La ferita offre piuttosto lo spunto per evolvere, sia per chi la subisce, sia per chi vi assiste.

Curioso è anche il titolo ossimorico, I fratelli Sisters. Spesso Eli e Charlie si presentano così. Questo è il loro grido di battaglia. Tuttavia, solo alla fine del film assume un senso, conformandosi come la sintesi della forza del legame maschile e la cura implicita nella figura femminile. Una sorta di maternità che sostituisce quella autentica ma lontana, ritrovata dai protagonisti nell’ultima scena.

Curiosità

john c. reilly

 

I diritti del romanzo Arrivano i Sisters sono stati acquistati nel 2011 da John C. Reilly, che ha interpretato ma anche prodotto il film.

 

Immagini: Annapurna Pictures

Giorgia Colucci

Giorgia Colucci

1998, inguaribile sognatrice e amante dell’arte in ogni sua forma. Frequento il liceo classico di Varese e nel tempo libero tento di ritrovare nel mondo quella bellezza descritta sui libri. Il cinema è per me complementare alla lettura, è l’espressione raffinata del nostro mondo intrinseco, il mezzo per fuggire dalla realtà e perdersi semplicemente. Apprezzo ogni genere di film, ma sono innamorata profondamente delle atmosfere talvolta favoleggianti, talvolta cupe di quegli strani anni in cui a popolare il grande schermo erano i miti. Mi emoziono spesso, perciò scrivere, per comprendere e amare, diventa una necessità.
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