- Fantasy, Recensioni

Il 13° guerriero

il 13° guerriero locandinaTitolo originale: The 13th warrior

Regia: John McTiernan

Cast: Antonio Banderas, Omar Sharif, Diane Venora

Musiche: Jerry Goldsmith

Produzione: USA 1999

Genere: Fantasy

Durata: 127 minuti

touchstone pictures logo   Trailer

il 13° guerriero  il 13° guerriero antonio banderas  il 13° guerriero buliwyf

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

922 d.C. Ahmed Fahdlan (Antonio Banderas), poeta arabo, viene mandato in terre lontane come ambasciatore. Suo malgrado viene scelto insieme a dodici guerrieri vichinghi per un’ardua missione in terra normanna: là Hrothgar e il suo regno sono afflitti dai Wendol, feroci uomini simili alle bestie che assalgono i villaggi trucidando chiunque capiti. Fadlan e i guerrieri scelti, sotto la guida del valoroso Buliwyf, li affronteranno con coraggio.

Recensione

Dal libro di Michael Crichton, il regista John McTiernan trae una storia fantasy in bilico fra avventura e azione, iniziata e poi portata a compimento dopo un’estenuante discussione fra cineasta e produttore in merito a dinamiche di messa in scena e invenzioni.

Il film non è affatto originale, facile cogliere per lo spettatore la stessa traccia narrativa che ha dato vita al Beowulf techno punk con Christopher Lambert. I personaggi hanno nomi diversi, le costanti riguardano il re Hrothgar, la terra normanna e la minaccia misteriosa.

Ma se nella saga originale letteraria gli antagonisti risultavano interessanti, ampiamente caratterizzati e con precise prerogative, parliamo cioè di Grendel e della madre, nel lavoro di McTiernan questi feroci assalitori non presentano tratti distinguibili, sono banali e senza quel fascino che dovrebbe invece appartenere a validi antagonisti.

Se ne evince inevitabilmente che la sceneggiatura pende totalmente dalla parte dei buoni, trascurando ogni altro elemento. Persino l’ambientazione, per quanto estesa, non riesce a contenere il peso dell’avventura epica, che necessitava di un maggior impegno soprattutto in campo scenografico.

Appare, tuttavia, curiosa e degna di nota la scelta legata al prologo, consistente nell’attribuire l’idioma latino ai guerrieri normanni, tratto linguistico che Fahdlan impara rapidamente ad apprendere alfine di integrarsi con il gruppo di cui fa parte. E’ pregevole l’intenzione di mettere in contatto due culture lontane, quella nordica e quella araba, credibili nel loro confronto.

Va da sé che colui che trasmette maggior sicurezza e carisma è il re Buliwyf, perfettamente in linea con le descrizioni storiche del vichingo impavido e profondo conoscitore della spada. Solo lui permette al finale del film di non cadere nel baratro dello scontato, riservandosi una nota solenne memorabile che infonde valore alla storia.

Curiosità

vladimir kulich

A interpretare Buliwyf è l’attore cecoslovacco Vladimir Kulich.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
Leggi tutti gli articoli di Samuele Pasquino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *