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Il complicato mondo di Nathalie

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Titolo originale: Jalouse

Regia: David e Stéphane Foenkinos

Sceneggiatura: David e Stéphane Foenkinos

Cast: Karin Viard, Dara Tombroff, Anne Dorval

Musiche: Paul Marie-Barbier e Julien Grunberg

Produzione: Francia 2018

Genere: Commedia

Durata: 107 minuti

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nathalie a cena  nathalie e figlia  nathalie relazione

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastella

 

Trama

La quasi cinquantenne Nathalie (Karin Viard), stimata professoressa di lettere, madre di una splendida adolescente (Dara Tombroff) e amica fidata di Sophie (Anne Dorval), si ritrova sull’orlo di una crisi di nervi. Il mondo di Nathalie, popolato da persone care, sembra rivoltarsi contro di lei. Un graffiante e ironico ritratto di una donna alle prese con tempeste ormonali, nostalgia del passato e una gelosia devastante e autodistruttiva.

Recensione

Il nous fallut bien du talent pour etre vieux etre adultesEt plus le temps nous fait cortège et plus le temps nous fait tourment” (Jacques Brel)

Con Il complicato mondo di Nathalie, David e Stéphane Foenkinos tornano a parlare di relazioni dopo La Delicatesse (2011) con Audrey Tautou e François Damiens ma con toni più leggeri. Se nel loro primo lungometraggio il tema principale era quello del lutto e la sua elaborazione, in Jalouse si esplora il rapporto madre-figlia senza connotazioni e velleità psicanalitiche.

Rapporto, o meglio rapporti familiari e amicali messi a dura prova da una maturità più fisica che altro, scongiurata ma inevitabile, è il ciclo della vita che per una donna si può affrontare in modi diversi ma che ha, bene o male, gli stessi sintomi. Nathalie sta attraversando un periodo di transizione, la premenopausa con tutti gli effetti collaterali che derivano dalla non accettazione del corpo che cambia, della giovinezza che sfiorisce ma che avanza fiera attorno a lei.

Come la sua bellissima figlia Mathilde, ballerina di danza classica, felicemente innamorata del suo ragazzo e con uno splendido futuro che l’attende, o la giovane e un po’ goffa nuova moglie del suo ex marito, la cui unica colpa è la spensieratezza e la purezza del proprio animo, fino all’arrivo di una giovane collega al liceo dove insegna, che Nathalie vive come una minaccia.

Il sentimento di frustrazione e rabbia della protagonista si traduce e manifesta in una gelosia irrazionale che la rende competitiva e autodistruttiva. L’intensità del film è tutta giocata sulla recitazione: dalla versatile e brava Karin Viard (La famiglia Bélier) che interpreta la protagonista Nathalie, ad Anne Dorval, attrice feticcia di Xavier Dolan, qui in un ruolo più defilato e senza dubbio più borghese, e Dara Tombroff, vera ballerina nel ruolo della figlia, reggono bene il peso della protagonista.

Un ritratto ironico al limite del grottesco ma sincero, nonostante l’inevitabile lieto fine tipico della commedia. Nathalie, seppur insopportabile e capace di cattiverie inenarrabili, riesce grazie a una sceneggiatura brillante e una recitazione autentica e divertente (senza essere macchiettista come quella di Gigi Bélier, la mamma de La famiglia Bélier) a non tenere a distanza il pubblico.

Curiosità

karin viardKarin Viard nel 2002 è stata premiata con un César come migliore attrice non protagonista per Baciate chi vi pare di Michel Blanc e nominata al César per la miglior interpretazione femminile ne La famiglia Bélier. Per la sua versatilità viene paragonata a Meryl Streep.

Gemma Buonanno

Gemma Buonanno

Gemma Buonanno, pugliese di origine, milanese ad interim, romana dal 2007. Ho una laurea in Sociologia con indirizzo in cinema, tesi di laurea su Dino Risi e la commedia all'italiana; specializzazione alla Cattolica di Milano in comunicazione sociale indirizzo spettacolo con una tesi dal titolo "Il film noir nel cinema post moderno". Mi piacciono molto "le vite degli altri" viste dietro e attraverso uno schermo. Per questo amo il cinema e la fotografia, il modo in cui l'arte figurativa riesce a raccontare la realtà, a rappresentarla, a interpretarla, ma anche a trasfigurarla. Mi piace il cinema d'autore, non amo molto il genere fantastico e mainstream (con le dovute eccezioni per alcune serie TV). Vado spesso al cinema, mi piace la sala buia ma non disdegno il salotto di casa mia, non ritengo che piattaforme come Netflix siano antitetiche al cinema, ma solo un'alternativa. Collaboro con Recencinema da ormai 6 anni, amo seguire le conferenze stampa, parlare di e con i protagonisti di un'opera, sentirmi parte, anche se per pochi minuti, di qualcosa di unico e incredibile: il Cinema, la settima arte.
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