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Il portaborse

il portaborse locandinaTitolo originale: Il portaborse

Regia: Daniele Luchetti

Sceneggiatura: Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Daniele Luchetti

Cast: Silvio Orlando, Nanni Moretti, Giulio Brogi, Anne Roussel

Musiche: Dario Lucantoni

Produzione: Italia 1991

Genere: Drammatico

Durata: 93 minuti

 

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Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Luciano Sandulli (Silvio Orlando), professore di un liceo del sud, viene convocato dal giovane ministro Cesare Botero (Nanni Moretti), che vede in lui l’uomo giusto per comporre i discorsi da pronunciare durante l’imminente campagna elettorale. Luciano conquista in breve tempo la fiducia del politico, guadagnando inoltre molto denaro, ma scoprendo anche un ambiente caratterizzato dalla corruzione e dall’imbroglio.

Dovrà fare i conti con la propria coscienza.

Recensione

Il cinema ha in sé la curiosa caratteristica di rivelarsi talvolta ciclico, talvolta profetico, in una società che ammette ridondanze e talune immutabilità. Nell’ambiente politico italiano ciò che non potrà mai cambiare è il suo profilo abietto e meschino: lo grida apertamente Il portaborse, film incredibilmente attuale che veste la scura tunica dell’indignazione cercando un barlume di morale e di etica tristemente assenti.

Riflettendo l’amara vetrina mostrata dalla repubblica di stampo craxiano, questo trattato crudo e reale (e non diffamatorio, come è stato etichettato a torto da alcuni) offre il ritratto di una classe dirigente implicata in mille malaffari, tangenti, corruzioni e false lusinghe, celati sotto il velo dell’impeccabile presentabilità e dell’ideale.

Cesare Botero incarna la figura del potente implicato in non chiare questioni, uomo apparentemente integerrimo che cura la propria immagine in maniera ossessiva, fredda e straordinariamente eloquente, circondato da un gruppo di arrivisti, servitori di una causa che rende ricchi, emancipati, forti.

Il personaggio di Luciano Sandulli viene assorbito nel vortice della politica corrotta e misteriosa in maniera estemporanea, repentina, senza che egli possa inizialmente rendersi conto del gioco sporco di cui entra a far parte: letteratura, integrità, abilità intellettiva e quant’altro vengono messi al servizio di un falso colto, un criminale in giacca e cravatta che assume le sembianze di un astuto burattinaio.

La sola presenza del professore all’interno del macchinoso ingranaggio burocratico stride incredibilmente e così il proprio senso di giustizia che non può essere intaccato. Nanni Moretti e Silvio Orlando assecondano splendidamente una struttura narrativa che alterna sequenze sofisticate e piccoli colpi di scena, atti a raccontare una vicenda piegata all’ipocrisia e all’interesse economico, al potere contrapposto alla trasparenza sociale.

La pellicola di Luchetti si compone di lotte e conflitti, quelli che si originano dai diverbi pubblici fra Botero e il giornalista Sanna o fra i folli litigi del politico con suoi complici. L’apice dell’amarezza e dello sdegno si raggiunge nel discorso del ministro al funerale del poeta, che suscita disgusto in Luciano, pronto a tirarsi fuori da quel mondo terribile e inadatto al suo carattere, dovendo però assistere rassegnato all’ennesima glorificazione pubblica di colui che ha servito.

Curiosità

nanni moretti è cesare botero

 

Con la sua Sacher Film, Nanni Moretti è anche produttore dell’opera insieme a Nella Banfi e Angelo Barbagallo.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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