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It – Capitolo 2

it capitolo 2 locandinaTitolo originale: It – Chapter 2

Regia: Andy Muschietti

Cast: James McAvoy, Jessica Chastain, Bill Skarsgard

Musiche: Benjamin Wallfisch

Produzione: USA 2019

Genere: Horror

Durata: 165 minuti

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pennywise  club dei perdenti it 2  club dei perdenti finale it 2

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

27 anni dopo aver apparentemente debellato il Male, il Club dei Perdenti deve suo malgrado tornare a Derry: il diabolico Pennywise (Bill Skarsgard) si è destato dal suo letargo per mietere nuove vittime fra i piccoli abitanti della cittadina. Per contrastare e sconfiggere l’immenso potere di It, gli ormai adulti Bill (James McAvoy), Beverly (Jessica Chanstain), Mike (Isaiah Mustafa), Ben (Jay Ryan), Eddie (James Ransone) e Richie (Bill Hader), orfani del defunto Stanley (Andy Bean), devono fare appello all’unità e all’amicizia che li lega.

Recensione

Con questo nuovo e conclusivo capitolo, Andy Muschietti assapora l’ebbrezza di firmare un grandioso racconto in celluloide che onora degnamente l’essenza letteraria del masterpiece di Stephen King recuperandone i cardini e le fondamenta, mettendo inoltre fotografia, regia e acume di interpretazione al servizio di una trasposizione cinematografica fedele ma non fedelissima, fortemente elusiva in merito alle componenti sessuali invece presenti nel romanzo (la loro omissione è il motivo per cui il cineasta inizialmente scelto, ovvero Cary Fukunaga, ha abbandonato il progetto).

Se già nella pellicola del 2017 erano stati decisamente inaspriti i toni della miniserie televisiva andata in onda nel 1990, adesso violenza e truculenza oltrepassano i limiti impuri, scavalcano le transenne insensate della pudicizia orrorifica e artigliano l’immaginario catapultandolo in un vortice di soprannaturali efferatezze.

Ancora una volta il terrore prende il sopravvento ma ogni modo come elemento accessorio e non come tema portante poichè amicizia, nostalgia e gioventù seguitano a fare da padroni alla vicenda. It – Capitolo 2 non rappresenta soltanto un sequel più che ben fatto, è in realtà il solido completamento di una storia che si ripete nella dimensione adulta, scevra di sogni, spensieratezza, libertà di cui sono espressamente tenuti a vivere gli adolescenti.

Dopo 27 anni gli stessi protagonisti fanno ritorno a Derry per ritrovare i medesimi incubi: i loro occhi sono diversi ma non le emozioni e le paure fomentate dallo spauracchio comune, materializzazione di timori, inadeguatezze, l’ombra del fallimento e della solitudine.

Dissolta l’atmosfera alla Stand by Me, il film affronta ora il più improbo realismo, non a caso alza il sipario proponendo una truce ouverture all’insegna dell’omofobia (Adrian Mellon ha il volto del noto regista Xavier Dolan), malattia di una comunità che – affetta da altre subdole tare – permette allo spregevole clown di ricrescere, di tornare ad ammorbare un luogo mai guarito. Insomma, è nella zona di quarantena che il Male va combattuto e sconfitto prima di un’infestazione di massa, del dilagare di un’epidemia fatale.

It si dimostra la piaga di una frangia di umanità dedita a sorridere meditando di infertere sofferenza, dispensando odio e intolleranza. Certo si tratta di una visione forse fin troppo sociale, eppure nelle profondità del libro di King (impegnato simpaticamente in un cameo dove compare nelle vesti di un negoziante avido) e nella sua prolissa foliazione i significati emergono e traspariscono.

Lo stesso scrittore, coadiuvato da Jeffrey Jurgensen e Gary Dauberman, tesse una sceneggiatura brillante (salvo la visione metafisica sulle origini dell’entità, nebulosa piuttosto vaneggiante che non spiega e chiarisce veramente alcun aspetto) che opta per il flashback quale soluzione funzionale, un modo per riaprire continue finestre sul passato dei personaggi e consentire il dialogo fra tempi connessi, o meglio piani temporali in grado di alternarsi.

E’ inoltre il perfetto escamotage per offrire una seconda possibilità ai giovanissimi attori cui va il merito di aver concorso al successo strepitoso del Capitolo 1. Bill Skarsgard non si smentisce né si risparmia e, lasciato a briglie sciolte, concede una performance impreziosita da trucco ed effetti speciali sensazionali. Post produzione chiamata a fare gli straordinari compiendo il ringiovanimento digitale dei ragazzi, intanto cresciuti nei due anni di attesa.

Curiosità

brandon crane

Nella scena della videochiamata fra Ben e i colleghi appare Brandon Crane, che nell’It del 1990 interpretava il paffuto ragazzo della compagnia.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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