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Juliet, naked – Tutta un’altra musica

juliet naked locandinaTitolo originale: Juliet naked

Regia: Jesse Peretz

Cast: Ethan Hawke, Rose Byrne, Chris O’Dowd

Musiche: Nathan Larson

Produzione: USA 2019

Genere: Commedia

Durata: 105 minuti

Trailer

juliet naked triangolo amoroso  juliet naked rose byrne  ethan hawke

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Annie (Rose Byrne), Duncan (Chris O’Dowd) e Tucker (Ethan Hawke) formano un triangolo amoroso-musicale stretto. Al vertice Tucker, un rocker ormai scomparso dalle scene da venticinque anni per il quale Duncan, professore universitario, nutre una vera e propria ossessione, tanto da ricreare in una stanza della propria casa un santuario tappezzato ai muri di ritagli di giornali e foto di concerti del musicista.

A tutto questo assiste la moglie Annie, stufa di una piatta vita matrimoniale e disinteressata verso quella che sembra un’infantile passione assurda e smisurata. Gradualmente succederà l’inimmaginabile e le vite dei tre protagonisti verranno stravolte dopo essersi intrecciate romanticamente.

Recensione

Ironia, tanta ironia e riflessione sull’esistenza e sulle scelte che si compiono o non si compiono nell’arco di una vita; come sottotitolo potrebbe esserci l’incapacità di credere fino in fondo in se stessi e pertanto l’inerzia che rende immobili e passivi dinanzi al trascorrere del tempo.

Tutto questo ‘spolverato’ da un’ottima musica, mai di sottofondo ma protagonista o semplice comprimaria della vicenda narrativa. La colonna sonora di Nathan Larson (si è avvalso della collaborazione di Robin Hitchcock, Conor Oberst e Ryan Adams), già scrittore così come lo stesso regista Jesse Peretz, musicista nella band The Lemonheads, e un trasandato Ethan Hawke (nei panni del rocker Tucker), regista, fumettista, cantante e compositore di molta musica del film.

L’eclettismo è un’impronta sottesa a Juliet, naked – Tutta un’altra musica, alla cui sceneggiatura ha partecipato Nick Hornby, lo scrittore britannico dell’omonimo romanzo edito nel 2009. La creatività circola da Hornby a Peretz sino a Hawke, alla fine perfetti nei ruoli che ricoprono.

Prodotto e in parte sceneggiato dal grande Judd Apatow, il film è all’inizio soggetto a cambiamenti e virate come ad esempio il rifiuto della Universal Pictures di finanziarlo e l’opzione di finanziatori indipendenti, e la stessa sceneggiatura inizialmente nelle mani di Jim Taylor e Tamara Jenkins, poi passata alla sorella del regista Evgenia Peretz.

Il cineasta sintetizza perfettamente perché il mood della scrittura di Hornby lo ha stregato: “Nick riesce a creare personaggi e storie in modo che sia facile identificarcisi. […] Ci ritrovi subito te stesso o qualcuno che conosci. Ti sembra una corsa tranquilla, con una posta in gioco piuttosto bassa, finché all’improvviso succede qualcosa, c’è un momento in cui tutto si stravolge e tu ti rendi conto che tutto il viaggio che stai affrontando ha un impatto emotivo molto più forte di quello che avevi previsto.

Corrisponde al concetto di dramedy, si muove davvero fra commedia e genere drammatico, perché buona parte della scrittura di Hornby si compone di osservazioni intelligenti e divertenti sull’umanità. Pensi che l’atmosfera sia leggera e buffa, ma all’improvviso ti cattura e ti assesta un colpo emotivo, e quando te ne rendi conto, ti fa un grosso effetto. E poi Nick ama e rispetta anche i difetti dei suoi personaggi, cosa che non tutti gli scrittori fanno. E anche per questo che è così bello leggerlo“.

L’apparente difficoltà di trasporre sul grande schermo un romanzo molto epistolare viene risolta con successo. I caratteri e l’interiorità di Tucker, arrivato alla soglia dei cinquant’anni con un importante senso di fallimento sia lavorativo che familiare (e una scia interminabile di mogli e figli), e di una donna, Annie, moglie insoddisfatta, insicura e desiderosa di altro, vengono tratteggiati in modo raffinato e incisivo. Tucker e Annie si incontrano quasi per caso, senza vedersi, perché diventano amici di penna.

L’umorismo e l’ironia aleggiano ovunque su questi esseri umani intenti ad affrontare la fatica di una vita che sembra percorrere binari errati e troppo razionali, privi della linfa vitale che solo il senso ultimo di una relazione o di una carriera aderenti possono restituire.

Il docente universitario Duncan, marito fedifrago, del quale Annie riesce a disfarsi, è pedante e ossessivo nel suo essere il leader della chat room fatta di uomini fan di Tucker Crowe, che considerano il suo album un capolavoro ingigantendone la reale qualità.

Juliet, naked è un film godibile, divertente e commovente; porta lo spettatore a riflettere sulla seconda chance che la vita può offrire, ma che bisogna esser pronti ad afferrare e desiderare con tutte le proprie forze, perché prima o poi succede che il fattore scatenante e sbloccante sfiori ogni esistenza, soprattutto quelle fragili e già scricchiolanti.

Curiosità

Chris O’Dowd

 

Chris O’Dowd è ricordato principalmente per il ruolo dell’ingenuo Simon nel film I Love Radio Rock, diretto nel 2009 da Richard Curtis.

 

Copyright immagini: BIM Distribuzione

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