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La Cosa

la cosa locandinaTitolo originale: The thing

Regia: John Carpenter

Sceneggiatura: Bill Lancaster

Cast: Kurt Russell, Wilford Brimley, Keith David

Musiche: Ennio Morricone

Produzione: USA 1982

Genere: Fantascienza

Durata: 109 minuti

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la cosa creatura  kurt russell la cosa  la cosa creatura

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Dodici scienziati americani di stanza in una base artica sono minacciati da una mostruosa entità aliena in grado di assumere le fattezze di chiunque a suo piacimento. Si innesca un gioco fatto di sospetti e paure che miete vittime in un clima di puro terrore.

Recensione

Una delle tre corone del genere fantahorror (insieme a Sam Raimi e David Cronenberg) si cimenta nell’elaborazione e realizzazione di un remake ambizioso, basato sulla vicenda già trattata da Howard Hawks nel suo La cosa da un altro mondo (1951).

Riprendendo in mano il romanzo Who goes there? di John W. Campbell, John Carpenter utilizza mezzi certamente più innovativi rispetto al predecessore, avvalendosi di tecnici in grado di costruire e proporre effetti speciali davvero stupefacenti per l’epoca.

Temi inflazionati dal cinema orrorifico quali l’isolamento, la paura, lo sgomento e l’istinto di sopravvivenza si rinnovano grazie alla capacità del regista di inserire elementi quasi gotici in un contesto ambientale labirintico e venato di criptiche sfumature in accordo col gelo e l’oscurità, elementi che acuiscono sensazioni e stati d’animo.

La “cosa”, il cui nome indica vaghezza, mistero, indeterminatezza, rientra nella sfera dell’indefinibile: siamo nell’ambito del concetto metamorfico, nel quale una strana entità extraterrestre si adatta assumendo la forma e l’aspetto di chi uccide.

Niente di più lontano dal celebre The Blob diretto nel 1958 da Irvin S. Yeaworth jr. (in quel caso la massa informe si ingrandiva man mano che assimilava i corpi delle vittime). Qui si parla di mimesis, di azione camaleontica operata in maniera tanto spaventosa quanto strabiliante, così da mettere in crisi un sistema chiuso e armonico come il gruppo di individui, aventi ciascuno abitudini, predisposizioni, modi di agire e reagire.

Dopo appena trenta minuti, Carpenter rinvigorisce l’agghiacciante avventura dotando la struttura narrativa di un costrutto inglobante, proveniente dalla tradizione giallistica riferibile addirittura a Sherlock Holmes o Agatha Christie. Si parla del sospetto come input psicologico. Qualcuno non è chi dice di essere e proprio come una caccia all’assassino si cercano indizi, si collegano frasi e ricordi, si ponderano atteggiamenti e studiano comportamenti.

La Cosa di Carpenter non va ridotto semplicemente a remake perché rivaluta il passato facendolo aderire al presente. Nonostante un ambiguo e troppo sbrigativo finale, il film potrebbe considerarsi un cult, tuttavia pesano l’inspiegabile insuccesso ai botteghini e la spietata e subissante concorrenza dell’”E.T.” di Spielberg, uscito nello stesso anno e destinato, per una più efficace campagna pubblicitaria, a monopolizzare il periodo.

Kurt Russell, terza scelta dopo i rifiuti di Nick Nolte e Jeff Bridges, regala una grande performance non facendo assolutamente rimpiangere i colleghi ma, al contrario, ripagando la fiducia di Carpenter e della Universal Pictures, che mise sul piatto 15 milioni di dollari a disposizione della creatività del regista, reduce dal successo de 1997: Fuga da New York.

Curiosità

la cosa film

 

Nel 2002 è stato tratto un videogioco che si pone come sequel del film

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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