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La grande abbuffata

la grande abbuffata locandinaTitolo originale: La grande bouffe

Regia: Marco Ferreri

Sceneggiatura: Marco Ferreri e Rafael Azcona

Cast: Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Marcello Mastroianni, Michel Piccoli

Musiche: Philippe Sarde

Produzione: Italia, Francia 1973

Genere: Drammatico

Durata: 125 minuti

Trailer

 

la grande abbuffata  andrea ferreol e philippe noiret  michel piccoli la grande abbuffata

 

palma d'oro cannes   Premio FIPRESCI al Festival di Cannes

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Parigi. Quattro amici, delusi dalla vita, si ritrovano in una vecchia villa per attuare un suicidio collettivo a base di cibo e sesso. Muoiono uno dopo l’altro, schiacciati da una grande abbuffata a base di ricche portate gastronomiche e dalle orgie quotidiane in compagnia di alcune prostitute e della prosperosa Andrea.

Recensione

Un ordito pantagruelico franco-italiano riunisce alcuni tra i massimi esponenti attoriali di due scuole cinematografiche simili nel porsi allo spettatore, ma fondamentalmente diverse in campo concettuale. La curiosa commistione attuata da Marco Ferreri, inoltre, concerne culture intellettuali e culinarie indotte a fondersi nel concepimento di una tragedia progressiva che ha i requisiti arcaici dello sviluppo teatrale greco, il quale esalta più di ogni altro elemento il “tempo tragico”.

Ne La grande abbuffata si rispetta il cosiddetto “presente assoluto”, basato su una realtà molto particolare che esula dal quotidiano risultando comunque ben inserita in un contesto verosimile. C’è equilibrata par condicio presenziale in un cast che annovera due dei mattatori del grande schermo italico – Marcello Mastroianni e Ugo Tognazzi – e una coppia di rappresentanti della Settima Arte transalpina classica, ovvero Philippe Noiret e Michel Piccoli.

Con tale vigente bilanciamento interpretativo, la narrazione può così dare sfogo a un microcosmo drammatico contraddistinto con truce sarcasmo e reiterato erotismo da vizi, lascivia e tanto disincanto. Golosità e lussuria spiccano quali peccati capitali scelti da un gruppo di ignavi per porre fine a un’esistenza individualmente appagante ma nella sostanza insoddisfacente.

Il rifugio è nel cibo, la rabbia sopita nel sesso, sregolato, disordinato, casuale. Casualità che, invece, non si rileva negli opulenti banchetti imbastiti dal cuoco Ugo, alternanza di pesce, carne, pasta e dolci apprezzatissima dagli “attendisti” Michel e Philippe.

Un lento decadimento conduce i protagonisti verso la consapevole perdizione, uniti da un patto di amicizia che li destina a un suicidio premeditato, approdo preceduto da un’assoluta mancanza di aspettative. Ad assistere al naufragio del consesso, la sacerdotessa di facili costumi Andrea, testimone ancorata alla routine parigina, madre, sorella, amante e cerimoniera nell’ambito di una liturgia votata alla celebrazione dell’eccesso.

Un film all’altezza della propria fama, per quanto convivano pacifici supplementi minimali che toccano ogni angolo semantico dell’inquadratura, esautorati dall’obbligo di grandezza di un capolavoro. La versione integrale della pellicola è stata a lungo negata per via della censura, ma i sei minuti di scene tagliate sono stati aggiunti nel più recente supporto home video, così da restituire all’opera di Ferreri la dignità originale.

Curiosità

villa boileau

La villa in cui è stato girato il film si trova nel quartiere Auteil della capitale parigina e fu dimora del celebre scrittore Nicolas Boileau.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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