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La rivincita di Natale

la rivincita di natale posterTitolo originale: La rivincita di Natale

Regia: Pupi Avati

Cast: Diego Abatantuono, Carlo Delle Piane, Gianni Cavina

Musiche: Riz Ortolani

Produzione: Italia 2004

Genere: Drammatico

Durata: 100 minuti

Trailer

tavolo poker nuova partita  carlo delle piane la rivincita di natale  alessandro haber e diego abatantuono

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Franco (Diego Abatantuono) è divenuto un uomo di successo, stimato e ricco, tuttavia ancora lo ossessiona il terribile ricordo di quella vigilia di Natale del 1986, quando in una tragica partita a poker perse tutto giocando contro gli amici Ugo (Gianni Cavina), Lele (Alessandro Haber), Stefano (George Eastman) e l’avvocato Santelia (Carlo Delle Piane). La rivincita viene organizzata, ma questa volta la posta in gioco sembra essere ancora più alta.

Recensione

Li avevamo lasciati colmi di rancore, vinti da una tensione latente e sconfitti dallo straniante appeal di un tavolo verde alla fine di una notte lunga, piena di sorprese: Regalo di Natale era così rimasta una pellicola sì compiuta ma non conclusa, piena di punti oscuri e nodi ancora da sciogliere, specialmente all’interno del gruppo formato dai quattro (forse) amici Franco, Ugo, Lele e Stefano, devastato da una lotta intestina scatenata dalla presenza del quinto incomodo, l’avvocato Santelia.

Ci si doveva aspettare dunque un seguito, specialmente da un regista nostalgico per antonomasia come Pupi Avati, affezionato alla sua Bologna quanto alle parabole esistenziali. E allora “riciak” e la firma su un nuovo capitolo a distanza di ben diciotto anni.

Adesso, però, entro un apparato consolidato fatto di inquadrature fisse dal vago sapore crepuscolare, fotograficamente classiche, il cineasta cambia registro in termini di risvolti narrativi: non più accenti drammatici sul passato individuale né particolari caleidoscopi intimi, bensì una truce lente d’ingrandimento sull’inganno, quell’aspetto in grado di sconvolgere solo alla fine tutti gli equilibri svelando volti dietro le maschere dell’apparenza e i segreti oltre silenti meschinità.

La partita si fa più pericolosa, un homo homini lupus all’ultimo sangue, nemmeno lontanamente mitigata dall’aura sacra della Festa, ignorata per dare spazio all’ambizione, alla viltà del denaro e a quella ben più vergognosa dell’animo umano.

Gli interpreti, ormai maturi, recitano in una tragedia dagli apici amarissimi, acuiti dagli sguardi ora tiepidi, ora sottilmente inferociti dei giocatori, senza più freni inibitori, proprio quelli che in qualche modo avevano regolato, seppur a stento, il match del passato. Sul tavolo verde poche virtù e tanti vizi, terreno fertile per il peccato, per il discorso profano delle carte diluito con il cinismo dei tempi moderni.

Abatantuono, Delle Piane, Cavina, Haber e Eastman si riconfermano in uno spettacolo dove la loro bravura esalta ulteriormente un copione di sottintesi duelli nell’abito di rapporti d’amicizia divenuti solo corruttibili utopie epurate da ogni nobile intento.

Curiosità

il martirio di san sebastianoIn una delle prime scene del film viene menzionato il Martirio di San Sebastiano, quadro al centro della vicenda narrata dal cult La casa dalle finestre che ridono, diretto sempre da Avati.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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