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L’intrepido

l'intrepido locandinaTitolo originale: L’intrepido

Regia: Gianni Amelio

Sceneggiatura: Gianni Amelio, Davide Lantieri

Cast: Antonio Albanese, Gabriele Rendina, Livia Rossi

Musiche: Franco Piersanti

Produzione: Italia 2013

Genere: Drammatico

Durata: 104 minuti

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antonio albanese in L'intrepido  antonio pane l'intrepido  livia rossi l'intrepido

 

Regia: stellastellastellastellajobsora logo

Interpretazione: stellastellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Il lavoro svolto da Antonio Pane (Antonio Albanese) è uno, nessuno e centomila: lui fa il rimpiazzo, cioè sostituisce chiunque in qualunque mansione per poche ore o una manciata di giorni. Una vita dura, da eterno precario, allietata da un ottimismo raro, un figlio sassofonista (Gabriele Rendina) e un’amicizia appena sbocciata, quella con la misteriosa Lucia (Livia Rossi).

Recensione

Ci vuole indubbiamente coraggio per affrontare una giornata da disoccupato nel Terzo Millennio che non guarda in faccia a nessuno, lasciando indietro chiunque non tenga il passo per guardare avanti, verso un futuro che sembra non promettere davvero niente di buono.

Per questo e molti altri motivi il titolo della pellicola diretta da Gianni Amelio recita L’intrepido riferendosi all’atipico protagonista Antonio Pane, interpretato con magistrale spontaneità e coinvolgimento da un Antonio Albanese costantemente sul pezzo, esilarante nei ruoli comici, struggente in quelli drammatici.

Il regista italiano, consapevole di tale straordinaria ambivalenza, scrittura l’attore per un film che erroneamente viene catalogato come commedia senza però avere nulla a che vedere con i codici del genere, propendendo invece per una piega moderna capace di irridere più che far ridere.

Una Milano fredda, cupa e scostante fa da sfondo alla quotidianità di un uomo qualunque inabile a fasciarsi la testa, e proprio per questo diverso dagli altri, un sorriso che cammina in cerca di nuove prospettive, di nuove proposte.

Antonio Pane è una notte l’Antonio Ricci attacchino di Ladri di biciclette (Vittorio De Sica, 1948), una mattina l’operaio Charlot di Tempi moderni (Charlie Chaplin, 1936), in tutti gli altri giorni il Jolly che prende la vita come viene provando comunque l’inevitabile sensazione amara dello smarrimento, dalla quale tuttavia non si fa sopraffare.

Non soccombe ai fasti della Città bene, attraversa candido l’opprimente coltre di cinismo che tocca gli emarginati e approda a lidi situazionali limbici e incerti. Tutto ciò rende L’intrepido un romanzo di formazione in celluloide, completamente antropizzato per fare in modo che vi sia solo l’influenza umana a far da bosco e sottobosco, senza interazioni altre né sintetizzazioni fuorvianti.

C’è il romanticismo della tragedia che si consuma tra gli afflati della doverosa riflessione e le soverchianti esigenze di esistere ma non a tutti i costi, una considerazione letale per la fragile Lucia, cui presta il volto l’eccezionale Livia Rossi, attrice di talento in questa parte semplicemente immensa.

Poi c’è lui, il faccione allegro di Albanese, che chiude con l’ennesimo sorriso una parabola di dialoghi importanti, scene ricche di significato e tanti insegnamenti propedeutici all’arte di sopravvivere.

Curiosità

antonio albanese e livia rossi in l'intrepido

 

Alla 70a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, Gianni Amelio è stato candidato al Leone d’Oro.

 

Locandina e immagini: Copyright © 01Distribution

Foto di Claudio Iannone

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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