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Matrix revolutions

matrix revolutions locandinaTitolo originale: The Matrix revolutions

Regia e sceneggiatura: Larry e Andy Wachowski

Cast: Keanu Reeves, Laurence Fishburne, Carrie Anne Moss

Musiche: Don Davis

Produzione: USA 2003

Genere: Fantascienza

Durata: 127 minuti

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Regia: stellastellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Zion, l’ultima città degli uomini, viene attaccata da milioni di seppie meccaniche. La difesa appare sin da subito disperata e l’unica speranza è Neo (Keanu Reeves), che decide di lottare contro l’agente Smith (Hugo Weaving) nella terra delle macchine. L’epico scontro ammetterà un solo vincitore.

Recensione

Ultimo sospirato capitolo della saga futuristica creata dai fratelli Wachowski. L’attesa, tuttavia, non paga e il finale risulta davvero deludente. La trama si scioglie poco a poco, perdendosi fra i mille eccezionali effetti speciali, di cui il film è pieno fino all’inverosimile.

I primi due episodi – Matrix e Matrix reloaded – avevano costruito una storia interessante che necessitava di una degna conclusione, ma così non è stato. In alcune parti si cade inevitabilmente nel banale e la straordinarietà del protagonista Neo si esaurisce con lo scontro finale che lo vede opposto all’agente Smith, mina impazzita del sistema, clone bramoso di potere.

Memorabili alcune sequenze davvero strepitose, poi torna ridondante una filosofia fine a se stessa, prolissa e patetica. Il ruolo dell’Oracolo si sfalda e la sua funzione diviene così incomprensibile e assurda. La sceneggiatura va incontro a un destino beffardo per chi tesse opere cinematografiche, si sgretola e naufraga per mano dei propri incauti eccessi.

I Wachowski si danno al più barocco dei virtuosismi, completando il loro inganno scenico che nei primi due capitoli si preparava già a prendere piede, sovraccaricando letteralmente di responsabilità una vicenda che doveva a tutti i costi intrattenere con la funzione di stupire se non meravigliare.

Lo spettatore, tuttavia, non è mai completamente sprovveduto, si crea il cosiddetto orizzonte d’attesa, che qualora venga deluso origina uno scontento in alcuni casi grave. I pirotecnici FX nascondono in verità una profonda insicurezza nello svelare la storia, che procede quasi venisse improvvisata, si colma di mistero per prendere tempo e ricercare ulteriori pretesti per prolungare l’iter narrativo.

Se di narrazione si parla, si agisca nella struttura prima di tutto. Tale insegnamento costituito nell’arte cinematografica sembra essere stato accantonato dai due registi, che hanno sottovalutato talune regole dalle quali non si può assolutamente prescindere. Vince la logica degli incassi, la storia fallisce e si conclude con un finale enigmatico. Cala il sipario su un’opera incompiuta.

Curiosità

scena matrix revolutions

Matrix revolutions non ha titoli di testa.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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