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Miracolo a Sant’Anna

miracolo a sant'anna locandinaTitolo originale: Miracle at St. Anna

Regia: Spike Lee

Sceneggiatura: James McBride

Cast: Derek Luke, Pierfrancesco Favino, Valentina Cervi, Matteo Sciabordi

Musiche: Terence Blanchard

Produzione: USA, Italia 2008

Genere: Guerra

Durata: 160 minuti

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sergente stamps e soldati in miracolo a sant'anna  angelo e train  miracolo a sant'anna scena

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

New York, 1983. Un impiegato delle poste afroamericano fredda con un colpo di pistola un cliente bianco. La polizia, dopo averlo arrestato, si reca nella sua abitazione, scoprendo che l’omicida era un milite pluridecorato dell’esercito degli Stati Uniti, combattente durante la Seconda Guerra Mondiale.

Gli agenti trovano anche la testa di una statua di inestimabile valore. Un giornalista cerca di far luce sul misterioso passato dell’uomo. La storia torna così a bussare alla porta del presente, raccontando le gesta di un contingente di soldati di colore impegnato a contrastare le truppe nazifasciste in territorio toscano.

Con quei militari c’è il piccolo Angelo Torancelli (Matteo Sciabordi), sopravvissuto all’eccidio di Sant’Anna di Stazzema avvenuto il 12 agosto 1944, un massacro costato la vita a oltre 500 persone, bambini, anziani e donne, alcune delle quali incinte.

Recensione

Nell’usuale repertorio bellico americano – parlando ovviamente di genere cinematografico – Spike Lee apre una breccia di originalità fondendo alcuni clichés nei quali si inscrivono temi sociali, storici e umani da trattare con una certa sensibilità.

Con tocco sicuro e consapevole, il regista afroamericano non ha timore di raccontare una storia che vede protagonisti alcuni neri d’America, e più precisamente soldati impiegati dal governo nel secondo conflitto mondiale, appartenenti alla 92a divisione Buffalo. Tenendo da conto il contesto storico, Lee si cura di trasporre fedelmente il romanzo Miracle at St. Anna di James McBride dando dapprima vigore a una denuncia verso il razzismo che negli anni ‘40 pervadeva una terra cosiddetta “delle opportunità”.

Procede poi con un discorso cinematografico lungo e articolato riguardo alla discriminazione in seno all’esercito coinvolto nella guerra contro i Tedeschi. Sottolineata la sua chiara impronta in difesa della pelle scura, il cineasta mette a contatto la realtà americana con quella italiana, sforzandosi di congiungere due tempi – il presente e il passato – attraverso un racconto aspro e contenuto in cui, ogni modo, sono presenti molti elementi di fantasia.

La vicenda narrata si svolge in seguito a un episodio drammatico, l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema compiuto dai nazisti ai danni della popolazione sottomessa. La cinepresa compie un viaggio sostanzialmente breve che coinvolge la dimensione spazio temporale, la stessa in cui si muovono cauti e a volte ironici i quattro soldati scampati ai proiettili delle mitragliatrici.

Spike Lee definisce un gruppo di combattenti afroamericani molto variegato, aspetto questo essenziale per lo sviluppo della narrazione: c’è il capogruppo ligio e disciplinato, il latin lover proteso al calore di una donna, il saggio della situazione e infine il gigante un po’ tonto.

Ogni soldato è un tassello che compone il ritratto di una vicenda umana, sentimentale, bellica e perfino mistica, che si collega in virtù di quest’ultimo connotato alla “leggenda dell’uomo che dorme”. In un tempo martoriato dalla guerra e dalla paura della morte, si confrontano più realtà, più approcci, disparate sensibilità e la consapevolezza di un tradimento atto a far crollare la resistenza partigiana.

Il regista parla non solo di ideali, ma anche del modo di concepire i rapporti fra persone, fra generazioni e perfino fra cose e persone, fra luoghi e situazioni. Lo spettatore deve perciò tenere a mente l’immagine della testa scolpita, l’alone di mistero che la avvolge, per poi concentrarsi sui personaggi che in qualche modo si collegano ad essa.

Spike Lee vuole davvero dire tutto, data l’occasione, e discute sull’età che nella tragedia conta ancora molto, sull’innocenza che va preservata, nella fattispecie quella di Angelo, che vede in Train un gigante buono che lo protegge. L’amicizia fra il bambino e il mastodontico soldato non stupisce solo per la diversità fisica e l’enorme divario di dimensioni, ma tocca ed emoziona per il suo essere autentica, consapevole ma quasi assorta in un sogno che pare una favola inviolabile.

Nel suo inscrivere racconti dentro racconti, e ricordi entro altri ricordi, Lee dimostra di sapere affrontare il lato metafisico del cinema, conducendo la sua cinepresa a un risultato autorevole, alimentato dal calore della memoria e dalla dolcezza della poesia visiva. Ecco che il valore attribuito alla testa di statua permane dal principio assai relativo, oltre ogni stima materiale, ma finisce con il motivare molti gesti, atteggiamenti e propensioni al futuro, con risvolti imprevedibili che nel dramma vissuto assumono il ruolo della provvidenza.

Essa si manifesta attraverso strane coincidenze e azioni compiute da eroi che sono anzitutto simboli sociali.

La pellicola riunisce tantissimi attori di primo piano, un consesso che avvalora la collaborazione fra il cinema italiano e quello statunitense. Nel cast, fra gli altri, Pierfrancesco Favino, Valentina Cervi, Luigi Lo Cascio ma anche John Turturro, Joseph Gordon-Levitt, Omero Antonutti, John Leguizamo, Chiara Francini e Kerry Washington.

Miracolo a Sant’Anna vuol essere un omaggio al neorealismo italiano, in particolare ai film Ladri di biciclette, Paisà e Roma città aperta.

Curiosità

derek luke miracolo a sant'anna

Spike Lee aveva inizialmente pensato a Wesley Snipes per impersonare il sergente Stamps ma l’attore ha dovuto rinunciare alla parte per problemi con il fisco che ne hanno impedito la partecipazione. Il ruolo è così stato assegnato a Derek Luke.

Ph: David Lee

© 2008 Buffalo Soldiers In Italy, LLC – ON My Own Produzioni Cinematografiche S.R.L.

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Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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