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Noi credevamo

noi credevamo locandinaTitolo originale: Noi credevamo

Regia: Mario Martone

Sceneggiatura: Mario Martone, Giancarlo De Cataldo

Cast: Luigi Lo Cascio, Toni Servillo, Luca Zingaretti

Musiche: Hubert Westkemper

Produzione: Italia 2010

Genere: Storico

Durata: 205 minuti

Trailer

toni servillo mazzini  orsini e crispi noi credevamo  luigi lo cascio noi credevamo

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Nel 1828 tre giovani cilentani animati da un acceso spirito rivoluzionario si uniscono alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini (Toni Servillo) aspirando a una nazione finalmente unita secondo ideali di stampo repubblicano. Domenico (Luigi Lo Cascio), Angelo (Valerio Binasco) e Salvatore (Luigi Pisani) compiono tuttavia scelte d’azione differenti che li condurranno verso destinazioni e sorti distinte.

Recensione

Il Risorgimento secondo Martone assume contorni e connotazioni che, sebbene ampiamente romanzati e adattati per il grande schermo, non abbandonano mai l’ossatura storica facendo perno su un grande, portante sentimento: la passione.

È proprio questa che permea l’atmosfera profondamente umana in grado di racchiudere le gesta politiche (e spesso eroiche) di influenti personaggi fautori o sostenitori dell’Unità d’Italia. Noi credevamo riassume in tre ore di intensa riflessione un travagliato processo che ha portato stravolgimenti nell’assetto geopolitico di una terra divisa, plurimonarchica e perciò abbisognante di un collante potente, di una definitiva saldatura.

Alle dinamiche, talvolta verbose e teoriche, tal altre concrete e loro malgrado violente, partecipano patrioti del popolo afflitti dalla mancanza di ossigeno libertario, persone dedite a un obiettivo comune ma non a una comune strada da intraprendere.

Domenico, Angelo, Salvatore: tre uomini come tanti entrano in contatto (concretamente o astrattamente) con gli immortali monumenti dell’unificazione, Mazzini, Crispi e naturalmente Garibaldi, quest’ultimo vivente nelle voci delle Camicie Rosse protagoniste del capitolo “L’Alba della Nazione”.

È di certo un film commovente, incentrato su una lotta disperata, sulle paure e i sacrifici di gente che credeva in ciò che faceva. Una pellicola che viaggia sottopelle esplorando conflitti struggenti e l’amaro sapore della disfatta e del fallimento, propedeutici però al conclusivo trionfo raccontato nei libri di scuola.

Martone ci offre alla visione ciò che invece spesso viene trascurato da manuali e sussidiari, l’importanza del preliminare, i nuclei dialogici, le scelte dietro mire e finalità, insomma l’umanità nella sua più vera accezione. Anch’essa rappresenta in sé un ideale cui aspirare indipendentemente dai tempi vissuti.

La colonna sonora conta emozionanti arie di Verdi, Rossini e Bellini eseguite dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Tanti gli interpreti chiamati a prendere parte a un colossal tutto italiano, da Luigi Lo Cascio a Luca Zingaretti, da Toni Servillo a Francesca Inaudi fino al bravissimo Valerio Binasco.

Sette i David di Donatello vinti, fra i quali miglior film e sceneggiatura firmata da Giancarlo De Cataldo e Mario Martone. La pellicola è stata girata in località cilentane come Roscigno Vecchia e Pollica, ma gran parte delle riprese si è svolta in Piemonte.

Curiosità

felice orsini noi credevamo

Nella parte di Felice Orsini figura l’attore Guido Caprino, l’ormai celebre commissario Manara televisivo.

 

Immagini: Copyright © 01Distribution

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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