- Fantascienza, Recensioni

Oxygène

oxygene locandinaTitolo originale: Oxygène

Regia: Alexandre Aja

Sceneggiatura: Christie LeBlanc

Cast: Mélanie Laurent, Malik Zidi, Laura Boujenah

Musiche: Robin Coudert

Produzione: Francia, 2021

Genere: Fantascienza

Durata: 100 minuti

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Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Una donna si risveglia in una capsula criogenica, ricoperta da un bozzolo in tessuto artificiale e attaccata a diverse canule. Completamente isolata, può comunicare soltanto con M.I.L.O., un’A.I. programmata per osservare rigidamente un protocollo che preservi la forma di vita in custodia.

Afflitta da una grave amnesia e dunque all’oscuro della sua vera identità, la “reclusa” deve trovare un modo di uscire e, soprattutto, farlo prima che l’ossigeno si esaurisca a causa di un danno subito dall’apparecchiatura. Intanto sprazzi di memoria iniziano lentamente a riaffiorare.

Recensione

Tenere viva l’attenzione dello spettatore quando azione, location e personaggi sono ridotti all’osso rappresenta un’impresa davvero non da poco. Esistono pellicole che, tuttavia, con doverose elusioni e strategiche omissioni l’hanno brillantemente portata a termine, basti pensare ad autentici stand alone come Locke di Steven Knight e Buried.

Proprio al claustrofobico film di Rodrigo Cortés si lega a stretto filo l’adrenalinico Oxygene di Alexandre Aja, regista transalpino autore di ottime opere quali Alta tensione e Le colline hanno gli occhi ma anche di clamorose scempiaggini, su tutte l’insignificante quanto ridicolo Crawl – Intrappolati.

Mercificazioni dell’arte a parte, Aja riesce a rimettersi in pista con grinta e creatività regalandoci una bella emozione, cristallizzata in una suspense semplice eppure immediata, profonda e penetrante, ancora più efficace nei sofferenti di tafofobia (la paura di essere sepolti vivi, esorcizzata da Edgar Allan Poe in molti suoi racconti).

Dopo aver tentato di ingaggiare Anne Hathaway e successivamente aver dato l’assalto a Noomi Rapace (già esperta di criogenesi e capsule mediche avendole sperimentate in Prometheus), la produzione recluta Mélanie Laurent, l’indimenticabile Shosanna di Bastardi senza gloria. Scelta topica se consideriamo la capacità dell’attrice di sostenere 100 minuti di pathos traghettando letteralmente gli osservatori ben oltre i limiti della sua prigione tecnologica, ricordando però di essere bloccata, lontano da tutto e con ben poco ossigeno da poter consumare prima della fine.

Un incubo chiuso fra le aperte digressioni della mente: Oxygene salta da una citazione all’altra, talvolta parafrasando opere del passato (ad esempio Passengers) con un insospettabile riferimento allo stupefacente Oblivion. Un’odissea del singolo nella pluralità del discorso metacinematografico. Accantonate i pregiudizi sulla celluloide francese, perché Aja qui fa veramente un gran lavoro, tecnicamente e narrativamente riuscito.

Curiosità

mathieu amalric

La voce di M.I.L.O. è di Mathieu Amalric.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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