- Drammatico, Recensioni

Panama papers

panama papers locandinaTitolo originale: The Laundromat

Regia: Steve Soderbergh

Sceneggiatura: Scott Z. Burns

Cast: Meryl Streep, Gary Oldman, Antonio Banderas

Musiche: David Holmes

Produzione: USA 2019

Genere: Commedia

Durata: 95 minuti

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Regia: stellastellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastellastella

Musica: stellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastellastella

 

Trama

Un viaggio attraverso il denaro, dal dollaro allo Yun. Un viaggio con il denaro, dalla vita delle persone comuni, a quella dei 15 milioni di miliardari. The Laundromat di Steven Soderbergh é il racconto dello scandalo finanziario Panama Papers, esploso nel 2016, a partire dalle indagini della vedova Ellen Martin.

Recensione

Una materia potenzialmente ostica che il regista di Erin Brockovich riesce a sviluppare in maniera accurata, ma contemporaneamente emozionante. Soderbergh orchestra abilmente forme aderenti al reale e al surrealismo in un miscuglio ironico e drammatico.

Il film si apre con il punto di vista degli “antagonisti”, Mossack (Gary Oldman) e Fonseca (Antonio Banderas), due maschere miliardarie,  proprietari dello studio legale al centro dello scandalo di compagnie offshore fasulle raccolte con il nome di Panama Papers.

Isolati in una dimensione atemporale, si muovono dalle chiese vere e proprie ai templi del dio denaro: spiagge tropicali, club esclusivi ricostruiti con un gusto tra il camp e il teatrale.

Il controcanto fornito loro non é quello di un eroe, giornalista coraggioso o rappresentante delle forze dell’ordine. È invece la vicenda reale di una donna comune, Ellen Martin (Meryl Streep), che per motivi del tutto personali tenterà di intrufolarsi nella segretezza di questo mondo parallelo. Doppia é dunque la dimensione del film, come doppie sono le interpretazioni date agli eventi che avvicinano e scambiano i personaggi, come fossero banconote.

Governatore assoluto é il caso. Soderbergh sembra infatti suggerire, con la voce dei suoi protagonisti, che lo svelamento dello scandalo avvenga solo per una concomitanza fortuita, alla quale sfugge peró la maggior parte dei maneggi finanziari. D’altra parte, tutti i personaggi paiono comprimari dell’unico e vero protagonista. Il denaro, tuttavia, non si limita ad avvicinare vittime e carnefici. Lo rende addirittura lo stesso personaggio.

Emblema di ció è lo straordinario doppio ruolo di Meryl Streep, il quale sconfina peró nella piena dimensione metacinematografica, quando l’attrice sul set abbandona i panni di Ellen per vestire quelli della segretaria prestanome, fino a rivelare in un intenso monologo la propria identità di donna, cittadina, americana, consapevole della necessità di un cambiamento.

Il ventriloquo Soderbergh dunque abbandona gli antagonisti palesi, ormai puniti apparentemente dal sistema. Il suo messaggio è per i complici incoscienti, nei quali ci identifichiamo noi insieme a lui. Dopotutto, come cantavano i Nirvana e con loro Meryl Steep: viviamo in una lavanderia.

Curiosità

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Meryl Streep nel film interpreta due personaggi, Ellen e la segretaria di Mossack e Fonseca.

Giorgia Colucci

Giorgia Colucci

1998, inguaribile sognatrice e amante dell’arte in ogni sua forma. Frequento il liceo classico di Varese e nel tempo libero tento di ritrovare nel mondo quella bellezza descritta sui libri. Il cinema è per me complementare alla lettura, è l’espressione raffinata del nostro mondo intrinseco, il mezzo per fuggire dalla realtà e perdersi semplicemente. Apprezzo ogni genere di film, ma sono innamorata profondamente delle atmosfere talvolta favoleggianti, talvolta cupe di quegli strani anni in cui a popolare il grande schermo erano i miti. Mi emoziono spesso, perciò scrivere, per comprendere e amare, diventa una necessità.
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