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Peter Pan

peter pan locandinaTitolo originale: Peter Pan

Regia: P. J. Hogan

Sceneggiatura: P.J. Hogan, Michael Goldenberg

Cast: Jeremy Sumpter, Jason Isaacs, Rachel Hurd-Wood

Musiche: James Newton Howard

Produzione: USA, Australia, Regno Unito, Nuova Zelanda 2003

Genere: Fantasy

Durata: 115 minuti

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Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

P. J. Hogan rivisita la favola di Wendy e Peter Pan e del loro viaggio sull’Isola che non c’è alla luce dei primi amori dell’adolescenza.

Recensione

Confrontarsi con un classico non è mai semplice. Per questo, quando si decide di affrontare l’impresa, è necessario trovare una chiave interpretativa nuova. P. J. Hogan ci è riuscito, rileggendo l’opera teatrale del 1904 di J. M. Barrie Wendy e Peter, in una maniera che non dimentica né lo scritto originale, né i precedenti adattamenti, ma che allo stesso tempo riesce ad aggiungere ad essi un po’ di innovazione.

Se Steven Spielberg con il suo Hook – Capitan Uncino (1991) aveva messo l’accento sulla capacità di conservare anche nell’età adulta l’alchimia del sogno e degli affetti nell’infanzia, P. J. Hogan ribalta l’assunto e contamina lo spensierato mondo della fanciullezza con un pizzico di magia della dimensione adulta, quella romantica.

In questo modo riesce a raccontare i ragazzi in quella terra di mezzo che si chiama adolescenza. La stessa dove si crede di essere indipendenti, di poter affrontare i pirati, eppure allo stesso tempo si desiderano i baci della mamma. Nella quale, per sfuggire alle pressioni di un matrimonio nella buona società vittoriana, Wendy desidera immergersi insieme all’eterno bambino Peter Pan.

La vicenda è quella che conosciamo bene. Wendy trascorre le serate insieme ai fratelli a raccontare storie, Cenerentola, Biancaneve, insomma tutte fiabe romantiche, ci fa notare Hogan. Così Peter Pan decide, nonostante le reticenze e le gelosie della fedele fatina Thrilly, di portarla sull’Isola che non c’è.

L’eco de Le avventure di Peter Pan – romanzo di formazione del 1953 di Walt Disney – si avverte chiaramente sia nell’estetica visiva, dal dolly panoramico che dai tetti di Londra ci conduce in casa Darling ad alcuni tratti dell’Isola che non c’è, compresi alcuni episodi ripresi fedelmente, come i rocamboleschi tentativi di Thrilly di impedire il primo bacio tra Peter e Wendy.

In alcuni momenti Hogan invece si discosta, modernizzando i contesti, come avviene nel viaggio verso l’Isola, autentica scoperta del Cosmo e dei suoi astri, o riprendendo altre tradizioni, per esempio le bellissime sirene tentatrici, che ammiccano a quelle incontrate da Ulisse nel capolavoro di Omero.

Nonostante questi particolari, il regista di Dark Shadows e Il matrimonio del mio migliore amico mantiene intatto il senso intrinseco del lavoro Disney, ossia spiegare ai bambini la necessità di diventare adulti e di avere il coraggio di “chiudere il cassetto nel quale sono riposti i nostri sogni”.

Anzi, tramite la matrice sentimentale della trama, in qualche modo rafforza l’intento, badando però sempre a imbrigliare i suoi personaggi nelle caratteristiche tratteggiate da Barry. Peter, ad esempio, ragazzo spavaldo, indipendente e talvolta un po’ egoista, inizialmente desidera tenere Wendy con sé. Poi, anche quando lascia che lei e i bimbi sperduti tornino dalla propria famiglia, non si unisce a loro, pur comprendendone le ragioni.

Il personaggio senza dubbio più interessante è però quello di Capitan Uncino. L’antagonista, consacrato da tempo all’amore del pubblico, diventa nel film di Hogan l’emblema dell’età adulta, che non comprende l’infanzia. Il regista ce lo comunica facendolo impersonare da Jason Isaacs, che interpreta anche lo scettico padre banchiere di Wendy.

Come papà Darling, anche Uncino ha dovuto accantonare i propri sogni d’amore, come confessa a Thrilly in una scena al pianoforte che riprende il lungometraggio del 1953, ed è solo. Queste caratteristiche lo accomunano e allo stesso tempo lo distinguono dal suo nemico giurato, Peter, che sebbene abbia la possibilità di essere riamato, desidera sfuggire a ogni tipo di legame.

Con le spoglie di Uncino, Isaacs finisce nelle grinfie del coccodrillo, suo incubo da quando l’eroe eponimo della storia gli diede in pasto la sua mano. Tuttavia con quelle del padre di Wendy riesce a trovare la redenzione dal gelo della sua vita adulta, fatta di conti e sogni interrotti, nell’affetto per i suoi figli, in un percorso che è complementare alla vicenda di crescita della figlia.

Wendy, affrontando le insidie dell’Isola che non c’è e delle sofferenze del primo amore, riesce ad approdare all’adolescenza conservando dentro di sé il ricordo di Peter e della sua infanzia passata. Proprio come nel film di Spielberg, tale spensieratezza e gli affetti che ad essa si legano saranno fondamentali per affrontare la crescita, senza che l’entusiasmo per la vita diminuisca.

Curiosità

peter pan

Il maggiore problema nella gestione del protagonista adolescente, Jeremy Sumpter, fu la sua crescita di ben 20 cm nel corso delle riprese.

Giorgia Colucci

Giorgia Colucci

Classe 1998, inguaribile sognatrice e amante dell’arte in ogni sua forma. Laureata in Comunicazione Media e Pubblicità presso l'Università IULM di Milano, dopo il doploma al liceo classico, lavoro come giornalista sportiva, di spettacolo e di cronaca. Racconto la musica in radio per passione e nel tempo libero tento di ritrovare nel mondo quella bellezza descritta sui libri. Il cinema è per me complementare alla lettura. È un'espressione raffinata del nostro mondo intrinseco, il mezzo per fuggire dalla realtà e perdersi semplicemente. Apprezzo ogni genere di film, ma sono innamorata profondamente delle atmosfere talvolta favoleggianti, talvolta cupe di quegli strani anni in cui a popolare il grande schermo erano i miti. Mi emoziono spesso, perciò scrivere, per comprendere e amare, diventa una necessità.
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