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Poltergeist – Demoniache presenze

poltergeist - demoniache presenze locandinaTitolo originale: Poltergeist

Regia: Tobe Hooper

Sceneggiatura: Steven Spielberg, Michael Grais, Mark Victor

Cast: Craig T. Nelson, JoBeth Williams, Heather O’Rourke, Dominique Dunne

Musiche: Jerry Goldsmith

Produzione: USA 1982

Genere: Horror

Durata: 114 minuti

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Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastellastella

Musica: stellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastellastella

 

Trama

Nella piccola città californiana di Cuesta Verde vive la famiglia Freeling: Steve (Craig T.Nelson), sua moglie Diane (JoBeth Williams) e i loro tre figli Dana (Dominique Dunne), Robbie (Oliver Robins) e la piccola Carol Anne (Heather O’Rourke).

Una notte Carol Anne ha un contatto ravvicinato con un’entità indefinita che le parla attraverso la televisione e che, nascondendosi tra le pareti, infesterà la casa. Da quel momento una serie di fenomeni paranormali inspiegabili colpirà la famiglia, a partire dal rapimento improvviso della bambina, colei che sin dall’inizio ha mostrato d’essere la più soggetta a quelle demoniache presenze.

Recensione

Poltergeist è ormai divenuto un classico non solo del cinema horror ma dell’intero decennio ‘80. Una storia di fantasmi quella scritta da Steven Spielberg in collaborazione con Michael Grais e Mark Victor, che porta chiaramente l’impronta del regista di E.T, un po’ meno quella di Tobe Hooper.

Registi agli antipodi, Hooper tornava dall’aver diretto Quel motel vicino alla palude, ma soprattutto da una pellicola che negli anni sarebbe diventata cardine del genere, Non aprite quella porta. Il suo era uno stile rozzo, sporco (nell’accezione più positiva del termine) ed emotivamente d’impatto.

Alla regia di Poltergeist pare essere stato fagocitato dalla grande industria hollywoodiana, ciò non significa però che non sia venuto fuori un ottimo film, ci si chiede soltanto quanto diverso sarebbe stato se a Hooper fosse stata lasciata libertà creativa.

Si tratta di una storia di fantasmi che irrompe nella vita dei Freeling (e nella nostra) attraverso un mezzo a noi tutti familiare, simbolo di benessere e di un preciso status sociale: la televisione. La piccola Carol Anne con l’iconica battuta Sono arrivatiinstaura il primo contatto con queste entità attraverso l’effetto neve dato dal medium in questione, dopodiché verrà rapita e portata in un’altra dimensione.

Stupisce la reazione iniziale dei genitori, quasi entusiasti che nella loro vita sia avvenuto qualcosa di così incredibile da farli evadere dalla monotonia borghese in cui si sono rinchiusi negli anni. Solo il rapimento della figlia e le continue minacce demoniache li porteranno a uscire dalla loro comfort zone.

Emblematico il finale dal forte significato allegorico con al centro sempre la televisione che, in fin dei conti, pretende d’essere la “prima donna” dell’intero film… e ci riesce pure.

I fantasmi di Poltergeist non vivono in un castello maledetto né in una casa gotica dall’aria spettrale, sono essi stessi a rendere lugubre un ambiente dallo stile moderno e ancora oggi, con quasi quarant’anni sulle spalle, l’opera regala dei veri momenti di brivido, complici gli effetti speciali davvero notevoli e realistici.

Parallele alla paura sono l’ironia e la giocosità sparse nelle quasi due ore del film (come non ricordare la famosa bistecca in movimento sul piano cottura della cucina) di matrice spielberghiana, così come pare esserlo l’intero reparto visivo. Tanto presente la pregnanza fantasy del regista di Duel, che una teoria susseguitasi negli anni vorrebbe lui dietro la macchina da presa e non Tobe Hooper.

Al di là della reale paternità, Poltergeist continua con fermezza a dire la sua a tutta la progenie filmica a cui ha dato vita, dall’alto della sua irremovibile posizione di cult.

Curiosità

heather o'rourke in poltergeistEventi tragici si sono succeduti tempo dopo la fine delle riprese, il più eclatante dei quali la morte della piccola Heather O’Rourke, scomparsa a 12 anni per complicazioni dovute a una grave malattia.

Tiziana Panettieri

Tiziana Panettieri

Sono laureata in Lettere Moderne alla triennale e in Comunicazione della Cultura e dello Spettacolo alla magistrale all'Università degli Studi di Catania. Entrambe le mie tesi di laurea hanno riguardato il rapporto tra cinema e storia, in particolare alla magistrale ho unito la mia passione per il cinema horror con la storia trattando il film The Witch di Robert Eggers e la stregoneria in America nel '600.
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