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Prossima fermata Fruitvale Station

prossima fermata fruitvale station locandinaTitolo originale: Fruitvale Station

Regia e sceneggiatura: Ryan Coogler

Cast: Michael B. Jordan, Jamie Foxx, Brie Larson

Musiche: Ludwig Göransson

Produzione: USA 2013

Genere: Drammatico

Durata: 85 minuti

Trailer

 

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palma d'oro cannes   Un certain regard – Premio Avvenire a Ryan Coogler

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Le ultime 24 ore di Oscar Grant (Michael B. Jordan), ventiduenne afroamericano con piccoli precedenti ucciso dall’agente Johannes Mehserle della Bay Area Rapid Transit Distric. Ferito gravemente da un colpo di pistola, esploso per errore nelle prime ore del 1° gennaio 2009 alla fermata Fruitvale della metropolitana di Oakland, il ragazzo venne trasportato d’urgenza all’ospedale locale, dove sarà dichiarato morto alle ore 9.00 del mattino.

Grazie alle testimonianze e ai filmati girati con i telefonini, il poliziotto ha dovuto dimettersi e, processato, ha subito una condanna a 2 anni di reclusione… poi ridotta a 11 mesi.

Recensione

Decidendo di esordire dietro la macchina da presa con un’opera di denuncia così forte e maledettamente attuale, Ryan Coogler irrompe con autorevolezza e coraggio nel main screen d’impegno. Raccontare eventi reali fa paura a molti registi, indecisi se confrontarsi con la pronta critica distruttiva e rischiare di saltare sulla prima mina in carriera.

Rischio affrontato ed eluso: Fruitvale Station è un film validissimo sotto ogni aspetto, fatto bene, profondo quanto basta ed equilibrato nei termini di una commisurata obiettività. Nessuna esagerazione, un ritratto asciutto e lucido di un giovane nero nel paese dove l’odio razziale continua imperterrito ad ammorbare il tessuto sociale.

Coogler evita i toni del martirio e propende per descrivere l’accaduto secondo le considerazioni processuali, ma senza mai allontanarsi dalla nuda e cruda realtà evidenziata dai tanti filmati dei testimoni. L’Oscar Grant di Michael B. Jordan, astro nascente della Hollywood che conta (per molti l’erede di Denzel Washington), è un uomo che paga gli errori del passato cercando le chiavi di un futuro a tre, da condividere con la moglie messicana Sophina e la figlia Tatiana.

Le sue manifestazioni di profonda umanità – la telefonata fatta alla nonna per “salvare” la cena di Katie, il soccorso prestato al cane investito dall’auto e la ricerca di un bagno per la moglie e la donna incinta – intendono rimarcare il desiderio di un nuovo inizio di Oscar, che ha detto addio alla vecchia vita da irresponsabile.

Intorno a lui si stringe un cerchio famigliare di stampo matriarcale, che vigila sulla sua condotta prendendo le distanze dalla precedente “identità criminale” del ragazzo. La grana rarefatta della pellicola, resa come si trattasse di un lungo cinericordo da rinverdire con rinnovata memoria, corrisponde al tratto tecnico più apprezzabile nel contesto di una complessiva semplicità registica.

Fruitvale Station si apre con il video originale del ferimento di Grant e si conclude con la sua pacifica commemorazione. Rimane la disperazione per una morte assurda, la rabbia per una legge che non è uguale per tutti, per una sentenza ridicola emanata in un tribunale di e per bianchi. Nelle lacrime pesanti e silenziose di Octavia Spencer – interprete della madre di Oscar Wanda Johnson – c’è il dolore dignitoso di chi, seppur vessato, seguita a nutrire speranza per quel mondo disgregato in cui la discriminazione vige indisturbata sotto spoglie ambigue.

Curiosità

michael b jordan fruitvale station

Ryan Coogler ha girato il film in soli 20 giorni.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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